Ciao Antonio e buona Epifania del Signore a tutti! Spero di non annoiarvi... MA. :-D On January 6, 2021 12:06:16 PM UTC, Antonio Iacono wrote:
Ovvero: quello che va cambiato, perche' per dire che questo sia il migliore dei mondi possibili ci vogliono dosi d'oppio sempre crescenti, non e' la _societa'_ ?
Ne sono consapevole, anche se, guardando al passato, neanche il peggiore. [...] Italia del Sud. Infine, proprio per essere sicuro e sempre se non fosse di molto disturbo, chiederei di nascere a Napoli. E dopo che Nostro Signore mi ha fatto contento e mi ha fatto il piacere di farmi nascere proprio a Napoli io che faccio? Piglio e mi metto a contestare?"
Fantastico! :-D È più o meno ciò che ogni tanto dico alle mie figlie, quando mi sorprendo a pensare cosa stanno vivendo durante la loro infanzia. (E anche il Piemonte non sarebbe così male, se solo fosse governato... fintanto che c'è sia la neve che il riscaldamento! :-D) Tuttavia quando questi discorsi li fanno a me, di solito obietto: ma secondo te, PERCHÉ la vita nel "primero mundo", come lo chiamano i miei amici brasiliani, è migliore che in passato? La risposta di solito varia a seconda dell'interlocutore. C'è chi si altera, perché non vuole riconoscere gli enormi privilegi di cui gode (in quanto cittadino di un paese ricco) come tali. Chi non vuole analizzare il sistema nel suo complesso perché non è disposto ad accettare le ovvie conclusioni, si lancerà in tu quoque ed attacchi ad hominem pur di buttarla in caciara e non dover rispondere (anzitutto a se stesso). Non vogliono sapere che, ad esempio, negli slum di Nairobi il Covid è stata una ennesima sciagura... fra le tante:
“Coronavirus is scary. We go to bed scared of what is going to happen tomorrow, who is going to be infected. But at least we fall asleep. When you watch your children struggling to sleep on an empty stomach, when they wake you up at 4am asking if it is time to eat yet, then you cannot sleep,” she said tearfully. The mother of two, who uses a button analogue mobile phone, thinks the decision to provide 4G internet to the population is a joke at this point. She said most of the people at Kijiji do not have smartphones. Those who have would be reluctant to have their children use them because many try to conserve electricity during the day to reduce their bills. “Food is what human beings need to survive, not the internet. If sleeping on a hungry stomach is a struggle, what about studying? These measures are clearly designed to protect a certain class in the society, it is not in our interest,” she said. https://www.the-star.co.ke/news/2020-03-25-slum-life-in-time-of-coronavirus/
Dunque quando scrivi
non mi sembra che la condizione della maggior parte delle persone, in tempi precedenti ai nostri sia stata migliore di quella attuale.
generalizzi impropriamente la tua esperienza confrontandola con quella della nostra storia (come ha fatto il TIME), ma non parli effettivamente dell'umanità intera. Dunque non "quella attuale" ma "quella che NOI viviamo oggi". Chi però non si ferma alla premessa della mia domanda, chi è più curioso che succube, finisce solitamente per ricondurre il benessere della nostra società occidentale a due processi principali: - la sottrazione di ricchezza al resto del mondo (in varie forme) - il progresso scientifico e tecnologico Ovviamente a seconda dell'interlocutore varia la proporzione attribuita ai due fattori, ma sono sempre presenti entrambi. Personalmente ritengo che il peso del primo fattore si sia progressivamente ridotto negli ultimi 60 anni mentre sia nettamente cresciuto il secondo. Ad oggi direi che la sottrazione di ricchezza al resto del mondo produce al massimo il 40% del nostro benessere, mentre la cultura (intesa come conoscenze acquisite) è la nostra maggiore fonte di benessere (e del "nostro" Potere, attraverso cui sottraiamo ulteriori ricchezze). D'altronde è evidente che il primo processo ha pochi esiti possibili: - l'estinzione della nostra specie - guerre e genocidi finanziati dallo 0.1% ricco del pianeta per sfoltire la popolazione del 99% in eccesso - la restituzione al resto del mondo della ricchezza sottratta Quasi tutti vogliono evitare il primo esito. Tuttavia l'ultima ipotesi comporta, necessariamente, una riduzione della NOSTRA ricchezza media e del PIL, cosa impensabile nelle colonie USA! Per cui è più probabile che ci si orienti verso la seconda opzione. (e no... noi non siamo nello 0.1% più ricco... siamo "sacrificabili") A questo punto solitamente i liberisti ancora fermi alle classificazioni del '900 insorgono: "Comunista!", "Pauperista!", "Sporco Cattolico!" :-D Lo so che non è colpa loro. SE sanno qualcosa di matematica, non avranno remore a riconoscere che per ottenere una massimizzazione globale devi sacrificare necessariamente i massimi locali. Ma guai a dire che per non avere poveri non puoi avere ricchi! È la stessa cosa, ma per loro è inconcepibile! Tuttavia la restituzione cui siamo chiamati potrebbe consistere proprio nella condivisione delle conscenze che, grazie alle risorse sottratte al resto del mondo, siamo riusciti ad accumulare e controllare. Sia chiaro, l'abolizione delle varie forme di proprietà intellettuale, del copyright, dei brevetti etc... così come il divieto di mantenere segreti industriali o praticare qualsiasi forma di lock-in è condizione necessaria, ma NON sufficiente per salvare questo pianeta. Sono necessarie anche politiche attive di redistribuzione delle ricchezze su scala planetaria, di riprogettazione delle supply chain, di ricreazione delle infrastrutture comuni etc... Si tratta dunque ANCHE di tecnologia. Solo di tecnologia che deve essere bene comune, patrimonio dell'umanità. E questo è necessario anche nel primo mondo perché se non comprendiamo appieno e dunque non controlliamo gli automatismi che ci circondano, diventiamo ingranaggi nelle mani di chi invece li controlla. La tecnologia sta alla società cibernetica in cui viviamo nel primo mondo quanto l'acqua sta all'ecosistema marino. Tale confronto sarà sempre più attinente (guerre e genocidi permettendo) Ora prima di considerarmi un idealista allucinato, riflettete su questo: non sto semplicemente dicendo che dobbiamo "Aiutiamoli a casa loro"? Incidentalmente la casa in questione è anche nostra, ma cosa cambia? Il pianeta Terra è la nostra casa comune. Il primo, fondamentale patrimonio dell'umanità. Il secondo è l'Umanità stessa, ogni singolo homo sapiens sapiens. Possiamo vivere insieme o morire insieme. Ma se invece di prenderci cura di ciò che abbiamo in comune, continuiamo a litigare, tutto finirà nelle mani dello 0.1% di "salvatori del mondo". Giacomo