On October 16, 2020 3:30:17 PM UTC, Giovanni Biscuolo <giovanni@biscuolo.net> wrote:
Una domanda: ma da dove l'hai dedotto che io sottovaluti questa pseudo-scienza?
Evidentemente ho frainteso ciò che intendevi con la qualificazione "pseudo". L'ho letta in un generale contesto di sottovalutazione degli effetti che mi sembra stia contagiando moltissimi. Ho fatto l'esempio di Doctorow (con cui pure condivido diverse intuizioni), ma l'altro giorno ascoltavo Valentina Albanese¹, suggerire che "il capitalismo di sorveglianza è qualcosa che dobbiamo accettare" per riuscire a "comprendere come meglio vivere questa epoca" che ne è caratterizzata. Sono rimasto basito. E purtroppo non si tratta di casi isolati. In questo contesto, sentir definire "pseudo-scienza" i metodi su cui si basa l'ad tech mi è sembrato sminuirne il potenziale. Cosa di cui l'ad tech stessa sarebbe felicissima. Le tecniche di nudging applicate all'architettura fisica possono funzionare o meno, a causa dell'ampiezza del canale percettivo, difficile da controllare nella sua interezza. Ma quando la nostra attenzione è concentrata su uno specifico canale di comunicazione (come quando leggiamo un'articolo o partecipiamo ad una video chiamata), tale ampiezza si restringe ed il controllo del canale amplifica enormemente l'efficacia del "nudge" (che peraltro è progettato per massimizzare la sua efficacia abusando i nostri bias che non conosciamo). E' dunque importante non sottovalutare l'efficacia di questi sistemi di controllo, individuale e di massa. E' vero: non si tratta del mind-control che The Social Dilemma lascia immaginare, ma è qualcosa di persino più sottile e pericoloso perché spesso impercepibile (come impercepibile è ciò che ci viene nascosto). Ma è straordinariamente efficace, statisticamente. Giacomo 1) in questo video recentemente condiviso da Antonio youtu.be/1r1tGOCKJRc?t=720