ringrazio Fiorella per il suo interessamento alla piattaforma civi.ci e rispondo alle domande 1. civi.ci non è stata sviluppata nell'ambito della consultazione sulle riforme costituzionali, è stata usata in quell'ambito, gratuitamente perché era già stata sviluppata grazie ai finanziamenti alla ricerca della Fondazione Ahref concessi dalla Fondazione Bruno Kessler; 2. come ogni sw anche civi.ci costa: denaro, tempo, lavoro... Il lavoro per il governo non è stato pagato in termini monetari ma dal tempo che i cittadini hanno dedicato alla consultazione che ha consentito un esercizio di partecipazione e contemporaneamente ha reso possibile testare la piattaforma per quanto riguarda non solo il software in generale ma in particolare l'interfaccia: questo il "rientro" ottenuto e per un progetto di ricerca era un "rientro" più che vantaggioso 3. giustamente Fiorella ricorda che la Fondazione Ahref è consapevole della questione di definire una licenza giusta percivi.ci e da tempo sta lavorando in questa direzione. E ha chiesto anche una disponibilità a collaborare con Nexa per questo come JC De Martin sa. Ci stiamo arrivando. Tutte le ipotesi di utilizzo di licenze esistenti sono state prese in considerazione. Il risultato verrà sottoposto alla valutazione anche di questa lista appena possibile ma non prima di avere un testo sul quale lavorare senza perdere tempo. Il problema è presto riassunto: i dati raccolti e le opinioni dei cittadini devono essere creative commons, il sw di civi.ci va usato remixato e controllato apertamente come in un'open source, ma il suo utilizzo deve tener conto del fatto che lo sforzo di ricerca svolto per realizzare quel sw era teso a contribuire alla discussione civica (lo statuto della Fondazione lo impone e ogni altro utilizzo dei fondi, che per esempio distribuisse sw senza ottenere una consapevolezza civica nell'utilizzo di quel sw sarebbe stato contrario allo scopo della Fondazione e all'assegnazione dei fondi alla Fondazione). Per questo sono state prese in considerazione forme nuove di licenza. Una proposta operativa uscirà presto e sarà tale da garantire che i dati relativi ai cittadini come le loro opinioni siano in creative commons e consentirà di godere di tutti i vantaggi dell'open source compreso il riutilizzo per tutti coloro che intendano partecipare con le loro idee alla comune ricerca di soluzioni per la discussione civica. Poiché questo ultimo punto è il più nuovo e complesso, la proposta richiede tempo di elaborazione: ma ho l'impressione che sarà interessante discuterne costruttivamente 4. le istituzioni che usano civi.ci sanno che tutti i dati sono a loro disposizione, che la piattaforma è di una Fondazione non profit il cui unico scopo è nello statuto a garanzia dello scopo civico della piattaforma e non può certo trasformarsi in un'attività commerciale
Il giorno 20/lug/2014, alle ore 19:13, "fiorella de cindio" <fiorella.decindio@unimi.it> ha scritto:
Anna Masera <masera_a@camera.it> writes:
Si assolutamente.La lista dei membri sarà senz'altro pubblicata a breve e la piattaforma per la consultazione pure, noi stiamo usando i Media Civici http://civi.ci
davvero mi sfugge perchè aspettare a renderli noti. La discreta domanda di Fiorello Cortiana che, da senatore, fu promotore delle iniziative italiane su Internet Bill of Right, meriterebbe una risposta che renda non solo trasparente ma *limpida* la scelta, immagino fatta dalla Presidente Boldrini, non tanto tra i parlamentari, ma tra gli "studiosi ed esperti, operatori del settore e rappresentanti di associazioni." ed i criteri che l'anno guidata.
quanto alla seconda questione
e la piattaforma per la consultazione pure, noi stiamo usando i Media Civici http://civi.ci
CIVICI è una piattaforma proprietaria (cf. bottom line al link di cui sopra)
quindi, come già per Consultazione Pubblica sulle Riforme Costituzionali (nel cui ambito CIVICI fu sviluppata, a quanto mi risulta senza un bando e "a gratis", ma sviluppare sw costa e quindi: con quale rientro?) e per altre iniziative successive, un soggetto pubblico (dopo il Governo.it, ora la Camera dei Deputati) adotta per consultare i cittadini un software proprietario (credo non sia necessario spiegare su questa lista cosa questo comporta, anzitutto in termini di ownership dei dati).
Che questa fosse una questione da risolvere era ben chiaro al Presidente di Fondazione <ahref Luca De Biase che, intervenendo alla conferenza NEXA dello scorso anno si chiese come rendere CIVICI open source. Marco Ciurcina, chair della sessione, gli rispose che ci sono tante licenze per farlo.
Perchè non è stato fatto? perchè nonostante questo le istituzioni pubbliche continuano a scegliere CIVICI?
mi scuso e sono amareggiata per la sgradevolezza di queste domande. Ma è un anno che le faccio discretamente, senza ottenere risposte e senza che nulla cambi. E quindi penso che sia arrivato il momento per farle in pubblico
-- fiorella
----- Original Message -----
From: fiorella de cindio <fiorella.decindio@unimi.it> July 19, 2014 4:42:22 PM Subject: Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI: PRIMA RIUNI To: Anna Masera <masera_a@camera.it> Cc: nexa@server-nexa.polito.it
ciao Anna è una iniziativa molto interessante di cui spero potremo seguire un po' i lavori e non solo l'output finale
A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del settore e rappresentanti di associazioni. perche' non pubblicare i nomi dei componeti della commissione ?
Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga possibile alla definizione di un testo finale. le esperienze di consultazioni pubbliche dei governi Monti, Letta e Renzi, dal punto di vista della metodologia non hanno avuto un andamento del tutto lineare: dalle email e/o form online, a strumenti di idea gathering proprietari, infine con Renzi ritorno all'email. Interpellata recentemente telefonicamente su questo aspetto, alla fine mi è stato detto: "non avremo il tempo di fare una consultazione sulla consultazione".
Sarebbe utile per tutti che la Camera, con la consultazione che intende organizzare, possa aiutare a dare qualche indicazione metodologica (che include quella tecnologica) su come procedere per fare consultazioni informate/partecipate dei cittadini.
un caro saluto -- fiorella
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From: Anna Masera <masera_a@camera.it> 7/18/14 6:29:56 PM Subject: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI: PRIMA RIUNIONE IL To: nexa@server-nexa.polito.it Cc: Attachments: Attach0.html 10K
per conoscenza a tutta la lista: mi sembra una notizia meritevole della vostra attenzione: [ http://www.camera.it/leg17/1131?shadow_comunicatostampa=8291 ]http://www.camera.it/leg17/1131?shadow_comunicatostampa=8291 a presto! anna
Camera dei Deputati Ufficio stampa
[Image]
Comunicato 18 luglio 2014
BOLDRINI: AL VIA COMMISSIONE PER “INTERNET BILL OF RIGHTS” PRIMA RIUNIONE IL 28 LUGLIO A MONTECITORIO
Prende il via la Commissione di studio promossa dalla Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, per elaborare principi e linee guida in tema di garanzie, diritti e doveri per l’uso di Internet.
L’iniziativa fa seguito ad alcuni incontri e seminari svolti proprio alla Camera dei deputati su questi temi. Anche in ambito internazionale vi sono stati recentemente significativi interventi al riguardo, tra cui ad esempio l’approvazione in Brasile della legge cosiddetta “Marco Civil” nell’aprile scorso, le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea dell’8 aprile e del 13 maggio 2014, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa anch’essa dell’aprile scorso e la sentenza della Corte Suprema USA del 25 giugno. Tutto ciò si aggiunge naturalmente alle molte iniziative provenienti dalla società civile che in questi ultimi anni si sono mosse nella direzione della elaborazione di un vero e proprio “Internet Bill of rights”.
A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del settore e rappresentanti di associazioni.
Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga possibile alla definizione di un testo finale.
I primi risultati saranno sottoposti altresì all’attenzione dei partecipanti alla riunione interparlamentare sui diritti fondamentali che si terrà proprio alla Camera il 13 e 14 ottobre 2014 nel corso del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea e che vedrà la partecipazione dei Parlamenti di tutti e 28 gli Stati membri dell’Unione europea.
Le conclusioni del lavoro della Commissione saranno quindi messe a disposizione delle Commissioni permanenti della Camera.
La prima riunione della Commissione di studio si terrà a Montecitorio il prossimo lunedì 28 luglio.
Com1276.doc
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From: Fiorello Cortiana <f.cortiana@provincia.milano.it> 7/19/14 8:59:41 AM Subject: [nexa] R: "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI: PRIMA RIUNION To: Anna Masera <masera_a@camera.it> nexa@server-nexa.polito.it Cc: Attachments: Attach0.html 5K clip_image002.gif 18
Anna, non so in quale categoria ma credo di essermi abbastanza occupato della questione.
Buon lavoro
Fiorello
--------------------------------------------------------------------------- From: fiorella de cindio July 19, 2014 4:42:22 PM Subject: Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI: PRIMA RIUNION To: Anna Masera <masera_a@camera.it> Cc: nexa@server-nexa.polito.it
ciao Anna è una iniziativa molto interessante di cui spero potremo seguire un po' i lavori e non solo l'output finale
A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del settore e rappresentanti di associazioni.
perche' non pubblicare i nomi dei componeti della commissione ?
Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga possibile alla definizione di un testo finale.
le esperienze di consultazioni pubbliche dei governi Monti, Letta e Renzi, dal punto di vista della metodologia non hanno avuto un andamento del tutto lineare: dalle email e/o form online, a strumenti di idea gathering proprietari, infine con Renzi ritorno all'email. Interpellata recentemente telefonicamente su questo aspetto, alla fine mi è stato detto: "non avremo il tempo di fare una consultazione sulla consultazione".
Sarebbe utile per tutti che la Camera, con la consultazione che intende organizzare, possa aiutare a dare qualche indicazione metodologica (che include quella tecnologica) su come procedere per fare consultazioni informate/partecipate dei cittadini.
un caro saluto -- fiorella
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