L’obiettivo è quello di fare sì che una persona possa dettare senza parlare 40 parole al minuto, oppure di navigare su Internet “con il pensiero”. Una “fusione” con l’intelligenza artificiale che apre anche interrogativi etici sia legati alla privacy mentale sia a possibili manipolazioni cui le persone potrebbero essere esposte.
Ci siamo davvero?
Buona lettura
dl
https://www.avvenire.it/agora/pagine/musk-cervello-collegato-al-computer