Caro Carlo,
grazie per la tua - come sempre - rinfrescante e godibile
e-mail (ma
cosa significa "tianjin" per uno di Mondovì?).
Mi permetto però di avanzare qualche dubbio sul tuo giudizio,
un po'
tranciante, che i "i singoli server sparsi nel mondo
oggetto della
raccolta stessa" non possano essere considerati
"strumenti".
Senza entrare nel merito della
legislazione italiana, che altri
conoscono molto meglio di me,
osservo che:
(a) il linguaggio usato nella Direttiva
95/46/CE è, all'art. 4, "for
purposes of processing personal data
makes use of *equipment*, automated
or otherwise, situated on the
territory of the said Member State, unless
such equipment is used
only for purposes of transit through the
territory of the
Community" e, al considerando 20, "the processing
should be
governed by the law of the Member State in which the *means*
used
are located"; questi passaggi sono stati resi dai valorosi
giuristi-linguisti italiani delle Istituzioni Europee come "ai fini del
trattamento di dati personali, a *strumenti*, automatizzati o non
automatizzati, situati nel territorio di detto Stato membro, a meno
che
questi non siano utilizzati ai soli fini di transito nel
territorio
della Comunità europea" (art. 4) e "è opportuno che i
trattamenti
effettuati siano disciplinati dalla legge dello Stato
membro nel quale
sono ubicati i *mezzi* utilizzati per il
trattamento in oggetto"
(considerando 20); e già qui si potrebbe
discutere, a mio parere, se la
nozione di "equipment" sia la
medesima di "strumenti", e che in ogni
caso il considerando 20
(sia in inglese che in italiano) mi pare usi un
linguaggio
volutamente ampio ("means", "mezzi"); e comunque, che il
riferimento alla nozione di "processing" o "trattamento" debba essere
intesa, per definizione, in senso molto ampio.
Faccio un esempio banale: se tu coltivi del granoturco sul tuo campo, e
io, tramite una gru installata sul mio campo, (non sono mai stato un
agricoltore, e si vede) raccolgo le tue pannocchie stando bello
fermo
nel mio campo, potremmo concludere che il tuo campo non
costituisce uno
"strumento" del processo complessivo? Dopotutto,
se tu non avessi
coltivato le pannocchie sul tuo campo, io avrei
ben poco da raccogliere.
(b) recenti opinioni del
Gruppo di Lavoro Articolo 29 mi paiono molto
più possibiliste di
quanto tu non sia nel considerare come "strumento" o
"mezzo"
addirittura il PC di un utente, dunque perché non un server (che
non è concettualmente differente da un PC)?
Poi non
vedo perché i dati sul web siano "senza patria". Forse sono
nomadi, ma non tutti i nomadi sono anche apolidi. :)
Ciao,
Andrea
On 11/1/2010 9:30 PM,
Blengino wrote:
>
> In questo giorno piovoso ho
gironzolato un po' nel web annusando il
> mondo, curiosando e
“surfando”. Ad un certo punto mi son detto: quanti
> dati
“miei” avrò disseminato nella ragnatela? Quante tracce del mio
> operoso tedio saranno sparsi per il globo? Ho provato un certo
disagio.
> L'alternativa era leggere un sano e vecchio libro
cartaceo che ancora
> non avesse un qualche rivelatore rfid
nella copertina. Ovviamente ho
> proseguito la navigazione
seguendo però il filo sottile
> dell'inquietudine sulla sorte
dei miei dati.
> Son finito ovviamente sul pezzo del nostro
Direttore su La Stampa (quì
> sotto) e mi son visto enormi
macchine che tritavano la mia navigazione,
> le mie query e chi
sa che altro.
> Poi mi ha colpito il pezzo di Sarzana sul suo
blog : /_Google, il
> Garante privacy, e la “giostra” del
trattamento dei dati personali _/ (
>
http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-
“giostra”-del-trattamento-dei-dati-personali
> <
http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-
“giostra”-del-trattamento-dei-dati-personali/>
>
).
> Ho pensato ad una congiura. I due pezzi messi
insieme potevano generare
> il panico. Le “fattorie” del
Direttore avrebbero concentrato chissà
> dove, magari a
Tianjin (che per altro a uno di Mondovì pare una parola
>
piemontese) i miei dati, e in più la giostra di Sarzana dipingeva una
> sorta di caos anche in chi di quei dati, o meglio della loro
protezione,
> è garante.
>
> Sulle
fattorie continuo ad esser inquieto, nella vertigine di problemi
> che porta seco la concentrazione dei dati del clouding.
>
> Il pezzo di Sarzana per fortuna lo reputo errato, e
leggendolo mi son
> tranquillizzato, ben conoscendo le due
pronunce a cui allude.
>
> Il Garante si è
infatti limitato in entrambi i casi ad applicare
>
correttamente l'art. 5 del codice a protezione dei dati.
>
> Nel caso di Street view, l'Autorità ha riconosciuto ovviamente
nel
> impiego delle c.d. “Google cars” quegli “ /
strumenti situati nel
> territorio dello Stato anche diversi da
quelli elettronici (comma2
> art.5) / ” che determinano
l'applicabilità della legge italiana al
> Titolare stabilito
extra U.E. E' corretto, e non è questione di “
> /persone in
carne ed ossa/ ” ma di strumenti legati ad una fase del
>
trattamento.
>
> Totalmente differente il caso dei
motori di ricerca in cui il
> trattamento dei dati è in ogni
fase, a cominciare dalla raccolta, svolto
> nel paese sede del
fornitore, non potendo certo esser considerati
>
“strumenti” i singoli server sparsi nel mondo oggetto della raccolta
> stessa.
>
> I dati “protetti” della
decisione del Garante su Street View non sono
> nel
non-territorio di internet, ma sono in Italia, per strada, e vengono
> raccolti fisicamente da strumenti situati necessariamente sul
> territorio. Giusto che sia la legge italiana a determinarne modalità
e
> liceità.
>
> I ragni e le altre
diavolerie dei motori di ricerca si muovono nel web,
> tra dati
senza patria.
> Mi sento di affermare (conscio delle possibili
critiche) che nel web, il
> fatto che i dati possano esser a me
riferiti, non è elemento sufficiente
> a radicarli come
italiani. Altri sono i parametri adottati scientemente
> dai
legislatori. A fronte delle tante errate pronuncie giurisprudenziali
> sul web mi stupisce che un'osservatore attento come Sarzana sia
caduto
> nella trappola del disfattismo.
>
> In questa domenica di dati ne ho disseminati parecchi: l'ho fatto
> scientemente, consapevole della apparente maggior sicurezza che
mi
> avrebbe garantito un volume cartaceo o la sana vecchia
televisione.
> Ma insieme ai miei dati, io oggi son finito in
America, poi a Tianjin, e
> non vi dico in quali altri posti
del mondo -rectius del web-: e pur
> cosciente dei limiti e
della complessità della materia, ho l'intima
> certezza che le
regole esistono e, sebbene perfettibili, funzionano.
>
> Ed è questione di consapevolezza e se vogliamo di fiducia, o ad
esser
> cinici, di un mero calcolo di costi-benefici.
>
> Se lo scritto apparso sul La Stampa mi apre nuovi
orizzonti, il pezzo di
> Sarzana contribuisce unicamente, e
sbagliando, ad accreditare una visone
> del web che non
condivido, come una terra senza regole, dove le stesse
>
Autorità brancolano nel buio. Non è così. Non almeno nei due casi citati
> dall'autorevole commentatore.
>
> Speriamo che smetta di piovere...
>
>
Carlo