Il 08/04/2011 16:07, Giorgio Spedicato ha scritto:
E' assolutamente una spiegazione, ma ammetto (facendo il mea
culpa) che è una spiegazione in "legalese". Provo ad essere meno
sintetico.
Il regime sulla responsabilità degli intermediari previsto
dalla direttiva 2000/31/CE non è relativo a qualunque attività
svolta dagli ISP, né è relativo ai "servizi della società
dell'informazione" in genere, come definiti dall'art. 2, lett.
a).
Il regime sulla responsabilità degli intermediari è, invece,
relativo ai soli servizi menzionati dalla direttiva, ovvero
"mere conduit", "caching" e "hosting".
Salve,
il mere conduit non è un servizio in sé. Si è mere conduit (puro
canale) o si offre un servizio di mere conduit se si soddisfano le
condizioni e i limiti riportati dalla Direttiva. Per cui la domanda
resta.
La responsabilità degli intermediari per la fornitura di
servizi diversi ed ulteriori rispetto a "mere conduit",
"caching" e "hosting" non è pertanto disciplinata dalla
direttiva, ma resta soggetta ai principi generali in materia di
responsabilità extracontrattuale.
La Direttiva copre i servizi della società dell'informazione. In che
senso l'autocompletamento di Google è un servizio diverso ed
ulteriore da essi?
Ora, il servizio di autocomplete, con il quale Google
fornisce suggerimenti in fase di ricerca, consiste forse nel
fornire un accesso alla rete di comunicazione (c.d. mere
conduit)? Mi sembra di no.
Fornire semplicemente un accesso alla rete di comunicazione non è
condizione né necessaria né sufficiente per essere mere conduit (o
se preferisci per fornire un servizio di mere conduit). L'articolo
12 della Direttiva, che definisce le condizioni che un soggetto deve
rispettare per essere mere conduit, si riferisce ai servizi della
società dell'informazione che si occupano di trasportare
informazioni, e pone il servizio di fornitura di accesso alla rete
come caso particolare od alternativo ad essi (il maiucolo è mio):
"1. Where an information society service is provided that consists
of the TRANSMISSION IN a communication network of information
provided by a recipient of the service, OR THE PROVISION OF ACCESS
to a communication network, Member States shall ensure that the
service provider is not liable for the information transmitted
[...]". Da notare l'or, che non lascia il benché minimo dubbio sul
fatto che la condizione di mere conduit non si può in alcun modo
ritenere esclusiva per gli ISP.
A dir la verità, ho notato questa strana tendenza in Italia a
credere che mere conduit possa essere solo un ISP, peraltro
dimenticando completamente oltre quanto sopra anche l'art. 12.2 che
ribadisce ancor più fortemente che mere conduit possono essere
soggetti diversi dai fornitori di accesso. Spero che non si tratti
di qualche errore di trasposizione della direttiva nel D. Lgs.
70/2003, ma non mi pare. D'altra parte a seguire questa linea di
ragionamento si arriverebbe alla grottesca assurdità per la quale
nemmeno gli ISP non infrastrutturati possono essere mere conduit.
Pertanto, che l'autocompletamento di Google sia o non sia un
servizio che fornisce accesso ad una rete di comunicazione è
irrilevante ai fini di accertare se Google sia un mere conduit o
meno. Importantissimo ed illuminante invece sarebbe vedere se i
punti a, b e c del 12.1 sono rispettati, e di questo non trovo
traccia in tutte le discussioni e nella decisione del tribunale in
questione.
Come già scritto io sospetto che il punto c non sia rispettato a
causa delle manipolazioni censorie effettuate da Google sui
risultati correlati alla keyword torrent.
Consiste allora nella memorizzazione automatica, intermedia e
temporanea di informazioni, fornite da un destinatario del
servizio, effettuata al solo scopo di rendere più efficace il
successivo inoltro di tali informazioni ad altri destinatari
(c.d. "caching")? Mi sembra di no anche in questo caso.
Su questo potrei essere d'accordo, però mi hai saltato a piedi pari
l'art. 12.2, che merita di essere visto.
Consiste almeno nella memorizzazione di informazioni su
richiesta di un destinatario del servizio (c.d. hosting)? La
risposta, a mio avviso, è no anche stavolta.
Mi piacerebbe un chiarimento anche qui... perché la risposta è no?
Tutti i dati che sono proposti da un motore di ricerca non nascono
dal motore di ricerca, ma sono forniti volontariamente dai
beneficiari, o almeno da una parte dei beneficiari, del servizio
(che naturalmente possono opporsi anche in automatico a fornire i
propri dati al motore di ricerca e ai suoi crawler).
Spero che, riformulato così, il pensiero sia più
chiaro.
Ti devo deludere... :) Ma al contrario spero che le mie spiegazioni
abbiano chiarito il perché del mio scetticismo e dei miei dubbi.
Ciao,
Paolo