Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes: [...]
Ora, il diritto alla citazione è una cosa che io ritengo *buona*. Mi fa molta paura metterlo potenzialmente a rischio "solo" per dare addosso alle pratiche di Google & co. Servono regolamentazioni per contrastarle che abbiamo meno effetti collaterali nefasti.
Condivido il richiamo di Stefano e aggiungo: ma _davvero_ sono *queste* le pratiche di certe multinazionali che devono essere regolamentate? Davvero il problema del giornalismo e dell'industria delle notizie è stabilire chi debba incassare gli introiti derivanti dalla vendita di pubblicità sugli aggregatori e indicizzatori che riassemblano i pezzi pubblicati dalle "fabbriche di notizie" [1]? Servirebbe innanzitutto smetterla di pensare di estendere ad *libidinem* [2] i diritti d'autore per cercare di estrarre profitti spremendoli da ogni bit. La digitalizzazione delle informazioni, anche quelle tutelate da copyright, ha cambiato il modo di diffonderle, aggregarle, riassumerle, riaggregarle: gli editori se ne facciano una ragione e si diano una calmata. Sulle notizie, poi, nessuno si dovrebbe sognare di toccare neanche per scherzo il diritto di citazione. Invece di pensare a come _rilassare_ le *restrizioni* alla condivisione delle informazioni siamo (ancora?!?) qui a ragionare su come estrarne ulteriore profitto, anche dalle notizie: come se essere informati e condividere notizie di pubblico interesse non fossero di gran lunga prioritari rispetto agli interessi degli editori. Per favore, smettiamola di trattare le informazioni, tutte non solo le notizie, come «I Testi» dell'«Accademia dei morti viventi»: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- “Ogni pubblicazione è parte di una serie progrediente di conversazioni pubbliche, condotte in molteplici registri temporali e attraverso molteplici testi. Rendere questo conversazioni il più possibile accessibili e invitanti dovrebbe essere lo scopo di chi immagina il corso delle comunicazioni testuali del futuro.“ --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (tratto da: https://btfp.sp.unipi.it/it/2012/02/laccademia-dei-morti-viventi-parte-terza...) [...] Saluti, Giovanni. [1] c'è tutto un mondo dentro le fabbriche di notizie, inclusi i giornalisti nudi https://www.precaria.org/le-giornaliste-nude-e-i-precari-denudati.html, in Italia professione regolata per legge dal 1925 [2] già i DRM sono oltre ogni ragionevole restrizione -- Giovanni Biscuolo