Caro Alberto, non credo che i dati siano condivisi, almeno per quanto riguarda la profilazione, poiché, avendo vissuto in UK e vivendo ora in USA ho dovuto creare ex novo i miei account, tutti con lo stesso indirizzo email di quello italiano. Almeno questa è stata la mia esperienza utente. Se ci fosse qualcuno che lavora per Amazon in lista sarebbe interessante parlarne creando un nuovo thread. A presto, Elia
On 7 Dec 2019, at 09:40, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> wrote:
Molto interessante, complimenti per il lavoro.
Dimostra che il clickstream fa parte dei dati grezzi usati per la profilazione e che quindi andrebbe condiviso con l'utente. Questo lavoro di verifica sarebbe molto facilitato se fosse attivo il servizio automatico di portabilità dei dati secondo l'art 20(1)b GDPR.
L'anno scorso ho chiesto a Amazon di attivarlo, ma la risposta è stata questa:
La informiamo, inoltre, che su Amazon.it non è attivo un servizio di download automatico dei dati, ma che potremo dare seguito alla Sua richiesta, presentata in data 26 settembre 2018, come previsto dalla normativa vigente. Provvederemo quindi a fornirLe i suoi dati personali in formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, nei termini di legge.
Se io volessi portare i miei dati di acquisto su una piattaforma diversa da Amazon (per godere dei benefici di una proflazione interoperabile), non avrei altre alternative che la laboriosa procedura DSAR da voi descritta.
Inoltre, avendo io richiesto i dati per tutti i domini Amazon (incluso Abebooks), la risposta ottenuta è stata la seguente:
La informiamo infine che Amazon.it, Amazon.ca, Amazon.com, Amazon.com.mx, Amazon.com.au, Amazon.com.br, Amazon.in, Amazon.co.uk, Amazon.fr, Amazon.es, Amazon.de e Amazon.nl sono siti indipendenti e gestiscono gli ordini in maniera autonoma. Ciò significa che non possiamo accedere alle informazioni relative a siti Amazon diversi da Amazon.it. Se desidera accedere ai suoi dati personali presenti su un sito Amazon diverso da Amazon.it, dovrà quindi contattare il Servizio Clienti del sito Amazon in questione. Le indichiamo qui di seguito i relativi link:
eccetera...
Sarebbe interessante verificare se effettivamente i dati dei diversi account non sono condivisi centralmente.
Se noi utenti fossimo reticenti quanto loro nel fornire i dati personali avrebbero già chiuso. "Be the friction" dice la Zuboff... Quanto tempo ci hanno messo per fornire i dati?
ciao,
Alberto
On 07/12/2019 01:32, Claudio Agosti wrote: Buongiorno Nexa,
Sono stato invitato un paio di mesi fa, a partecipare ad una trasmissione (Petrolio, Rai2, episodio del 6 Dicembre) su Amazon.
Quindi, abbiamo modificato la tecnologia alla base di facebook.tracking.exposed e di youtube.tracking.exposed per analizzare l'algoritmo di Amazon.
Questo report abbastanza breve spiega la nostra investigazione: https://github.com/tracking-exposed/presentation/blob/master/amazon.tracking...
Studiando i risultati personalizzati, abbiamo giocato con le funzioni di amazon per verificare quali variabili influissero nella macchina di profilazione, e secondo noi, alcuni dati che dovrebbero essere sotto il nostro controllo (perché personali) sono usati nella profilazione, senza che ci siano comunicato.
se avete riflessioni in merito, mi piacerebbe parlarne con voi.
* p.s. dal subject, DSAR, sta per Data Subject Access Request
Cordialmente, Claudio
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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