In effetti io non amo l'ambiguità del termine "persona". Da un lato perché ci siamo inventati la "persona giuridica", astrazione che mi lascia sempre un po' perplesso. Dall'altro perché si sta diffondendo anche in Italia l'accezione inglese, in cui persona non indica più un "per se unum", ma uno degli innumerevoli ruoli interpretati da quel unum. Preferisco parlare di "dati di origine umana": sia che siano prodotti dall'uomo come azione consapevole sia che siano derivati da osservazioni sul uomo. Dunque i dati metereologici non sono dati di origine umana. Così come i dati di maturazione dell'uva nelle vigne. Per contro, i dati del traffico automobilistico di Torino sono di origine umana. Il punto è: sono dati personali o no? Da un punto di vista tecnico sì. Se il tuo mac address si connette ad un hotspot wifi del Lingotto e dopo tot minuti a uno delle Molinette attraverso i dati di traffico posso determinare la distribuzione di probabilità dei luoghi dove ti troverò fra 5 minuti. Dal mio punto di vista, meramente tecnico, l'utilizzo di tali dati andrebbe regolamentato. Ma da un punto di vista giuridico? Giacomo Il giorno lun 8 ott 2018 alle ore 12:26 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> ha scritto:
Grazie a Guido per il chiarimento.
Mi pare vi siano due scenari.
Il primo scenario è che la dicotomia dato personale/dato non personale sia superata, insostenibile, sbagliata o quant'altro. Non mi pronuncio in merito. Ma in questo scenario, l'eliminazione di vincoli alla localizzazione dei dati (all'interno dell'UE, ovviamente) introdotta dal nuovo Regolamento non mi pare cambi granché, dato che (correggetemi se sbaglio) tali vincoli sono già illegali con la GDPR, e di fatto con la Direttiva sulla Protezione dei Dati Personali del 1995, uno dei cui obbiettivi era proprio garantire la libera circolazione dei dati personali all'interno dell'UE (ed EEA) fatto salvo un livello minimo di protezione.
Il secondo scenario è che invece vi siano dati che non sono personali ai sensi della normativa vigente. Io faccio sempre l'esempio dei dati metereologici, che mi pare difficile definire "personali". In tale scenario, l'eliminazione di vincoli alla localizzazione di tali dati non impatta la protezione dei dati personali e - almeno secondo Commissione, Parlamento e Consiglio dell'UE, altri possono ben avere opinioni discordanti :) - favorirebbe la crescita in scala e ampiezza dei servizi relativi.
Ciao,
Andrea
On Mon, Oct 8, 2018 at 11:32 AM Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
Il giorno lun 8 ott 2018 alle ore 10:45 Guido Noto La Diega <noto.la.diega@gmail.com> ha scritto:
Ciao Andrea La premessa superiore era proprio la insostenibilità della dicotomia personale/non personale.
Tecnicamente l'inesistenza di tale dicotomia è chiara. Può bastare un mac address per tracciare, manipolare e successivamente identificare una persona.
Ma dal vostro dialogo non riesco a capire se sia stata superata a livello giuridico o meno. Mi posso aspettare che un giudice comprenda che tutti i dati di origine umana sono personali, o no?
Giacomo
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