On January 31, 2019 11:17:43 PM UTC, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Sarà interessante capire come farà l'AgID a normare con degli standard un meccanismo che vuol essere per definizione incontrollabile:
"l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) entro 90 giorni individuerà gli standard tecnici che i documenti informatici gestiti in questo modo devono rispettare affinché abbiano valore giuridico effettivo."
Per esempio, come si garantisce che la blockchain esisterà tra cento/duecento anni?
Cento anni? :-D Oggi il problema maggiore degli esperti di blockchain è far sopravvivere la bolla per qltri 4 o 5 anni! E quale modo migliore che ottenere un qualche valore legale ai byte (!!!) che la supportano? Una cosa che farebbe ridere i polli, se non fosse stata approvata in Senato. D'altro canto chi vuoi che risponda dei danni economici che ne deriverà allo Stato e ai cittadini?
Se mi faccio una blockchain tra i miei amici, avrà valore giuridico?
Come si garantisce che non ci sia una maggioranza di miners in grado di controllare la blockchain?
Oh questa la so! Basta centralizzarne il control.... ah no... :-D
Non basterebbe un servizio gestito da un'autorità pubblica, che si presume trusted in quanto sotto controllo pubblico, dove depositare i documenti firmati con firma elettronica?
Certo. Si può fare anche di meglio. Si potrebbe fornire i comuni dell'infrastruttura necessaria a firmare le chiavi pubbliche dei cittadini garantendone l'associazione con l'identità della persona. Si potrebbe istituire una anagrafe pubblica delle chiavi così firmate. E si potrebbe sostituire la PEC con un sistema basato su GPG e queste chiavi. Ma vuoi mettere? Su tecnologie come la PEC e la blockchain si può buttare^W investire milioni e milioni di euro pubblici senza che nessuno si azzardi a dire che "il re è nudo".
Non essendo un esperto, ne ho parlato con un professore che è considerato tra i maggiori esperti in Italia, ma la sua risposta non mi ha convinto.
Peccato. Di esperti convincenti, sulla blockchain, ancora non ne ho trovati neanche io.
Mi parlava del caso di una banca che vorrebbe usare la blockchain per garantirsi rispetto ai clienti che impugnano i contratti dopo averli firmati. Ma del perché tra una banca e un cliente non ci debba essere fiducia, ha detto che "è così".
Anche tu! Mica puoi pretendere buon senso dall'informatica! :-D Non si può perdere il treno! Neanche se va a sbattere. (e la mia previsione rimane stabile... fine 2020 = fine blockchain)
Ci vuole pur sempre un notaio per verificare che i documenti firmati corrispondano alla volontà di chi li sottoscrive.
"Blockchain technology helps to establish date, time and place of origin and prevents tampering with an electronic document during delivery from the source to destination.
A notary public is not involved with document delivery. A notary verifies the ID of the document signer to prevent fraud, and checks for awareness and volition. A notary is also authorized to take the sworn statement of a witness under oath or affirmation. Blockchain software cannot issue or attach a government-approved notarial certificate to a document. Only a human notary can do that."
Sono grato a chiunque mi aiuti a capire.
Tecnicamente si chiama "super-cazzola". D'altronde cosa hanno da perdere? Se gli riesce il colpo, sai quanta fuffa potranno vendere? Giacomo