le definizioni, i significati, si aggiungono man mano che vengono utilizzati. Ciò non toglie che l'accezione comune è ovviamente quella di "persona che è il bene o la proprietà di un altro". Il primo che ha usato il termine master/slave non ha sicuramente sfogliato il dizionario ma viveva in posto e in un periodo in cui l'impatto delle parole, anche dei termini tecnici, sulle persone, sulle comunità era diverso perché diverse erano le sensibilità. Tutto questo fino al 2003 quando una Corte della California ... (non vi racconto la storia, la trovate in rete). Di termini tecnici, eufemisticamente, poco appropriati, ne sono pieni i dizionari e ovviamente nessuno ha pensato o pensa di mettersi lì a cambiarli tutti, ma quando una discussione su un termine diventa bandiera allora bisogna decidere da che parte stare. Anche se quel termine è solo uno su un milione nel mare magnum della terminologia tecnica. Vorrei tornare all'inizio, al mio primo intervento sull'argomento. Uno sviluppatore di OpenSSL propone di cambiare qualche termine, non uno stravolgimento, saranno state un centinaio di parole/frasi, OpenSSL non è un database, non ha quindi molti riferimenti a master/slave. La risposta, in buona parte (diciamo in maggioranza) è stata simile alla vostra, quindi la proposta è stata bocciata, ma i commenti, questi sì offensivi, rivolti allo sviluppatore, lo hanno costretto ad andarsene. Ora, fermo restando le vostre idee, mi spiegate un motivo (che non sia di principio) perché non avrebbero dovuto accettare quelle modifiche, dato che non destabilizzava, né rendeva il codice meno chiaro? In ogni scelta bisogna sempre mettere sul piatto i pro e i contro. Anche ammettendo che i pro fossero stati minimi (tenersi lo sviluppatore), quali sarebbero stati i contro nel caso di voto a favore?