grazie arturo, bello... e vero!
Sono
stato al Live Performers Meeting a Roma e in quattro giorni di performance
audio-video cui hanno partecipato circa 500 artisti digitali da 30 paesi ho
capito che siamo veramente dei brontosauri. Noi commoners, divulgatori e
praticanti delle teorie della cooperazione - orientate alla creazione di beni
comuni informazionali usando le CC o le Gpl e similiari - siamo vecchi. Siamo
gli ultimi guardiani del copyright. Ai giovani che ho incontrato e che ho visto
battagliare tra pc e consolle non gliene importa un fico secco del copyright e
in molti casi non gli importa neppure di essere pensati come autori o di
proporsi come tali. Fanno cose bellissime e non si curano minimamente se è
lecito o meno campionare suoni e immagini, non gli importa sapere se saranno
retribuiti e vivono alla giornata, magari distruggendo il giorno dopo quello che
hanno creato...non cercano credits e irridono ogni forma di proprietà e di
controllo...
A proposito, il meeting era finanziato dall'Unione
Europea....
http://www.liveperformersmeeting.net
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“The
Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John
Gilmore