io proprio non capisco perché dovremmo farci dettare i tempi da una trasmissione televisiva lo stesso approccio di report di postare comunicati senza possibilità di replica, su una pagina del loro sito dove non si possono lasciare commenti, è la dimostrazione che il meccanismo di broadcast è fissato nei loro metodi su internet non esiste la voce dall'alto, esistono voci che dialogano farsi condizionare da report è il rovesciamento delle dinamiche che spingono alla partecipazione P2P, da anni, qui in Rete: e su certi temi, le "elite" discutono da anni e tentano pure di coinvolgere il resto della popolazione, senza contare che sono in corso fior fior di tentativi di armonizzazione e creazione di policy allo scopo in sede nazionale e internazionale Il giorno 15/apr/2011, alle ore 09.58, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:
Sono d'accordo con Marco Trotta-- a parte alcuni strafalcioni la trasmissione di Report è stata utile non solo per la casalinga di Voghera ma proprio per il dibattito che si è innescato in rete. Una riflessione più matura su come i social network a la Facebook stiano influenzando le dinamiche sociali e la percezione della cittadinanza è quanto mai necessaria e va portata fuori dall'ambito delle elite digitali. L'open publishing gli strumenti del web 2.0 ci rendono più liberi e informati ma sono anche dispositivi di controllo e persuasione, politica e commerciale. E' un fatto intrinseco a tutti gli strumenti che si fondano su un modello di business basato su gratuità + pubblicità.
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