Grazie Giuseppe, On March 28, 2021 12:00:58 PM UTC, Giuseppe Attardi <attardi@di.unipi.it> wrote:
Vi raconto una esperienza diretta in proposito. Nel 1979, al MIT AI Lab, [...]
Estremamente interessante. Si direbbe che RMS abbia erroneamente confrontato un massimo locale (la propria produttività su Emacs) con una media diffusa (la produttuvità di un utente medio con una GUI), ignorando che nel tempo è l'area sottostante la curva a fare la differenza. Tuttavia non accantonerei la questione come risolta: è un fatto che l'espressività testuale è mediamente superiore a quella grafica, tant'è che coloro che conoscono entrambe tendono a preferire quelle testuali ogni volta che devono svolgere una attività inconsueta o ripetitiva. L'ergonomia del testo però dipende dalla comprensione del linguaggio e dal modello mentale che si ha del sistema, per cui richiede una maggiore preparazione. Preparazione che dovrebbe essere fornita dalla scuola. Ed a valle della quale, molte GUI verrebbero percepite come indaginose, lente e farraginose rispetto al testo.
Qualche anno dopo, parlai con lui a proposito della mancanza di un sistema a finestre per GNU/Linux e lui rispose dicendo, lasciamo che la comunità decida se sia utile.
Questa però non mi sembra la risposta di un incompetente, ma quella di un idealista. I progetto GNU (+Linux o +Hurd, cambia poco) manca di un'architettura coerente. By design. Proprio per scelta di RMS. Personalmente lo considero da tempo un errore strategico, ma è espressione di una visione politica. L'idea che la comunità possa produrre dialetticamente una sintesi fra molteplici proposte ed in questa sintesi si manifesti un progresso collettivo. Poi ESR ha ridotto la comunità al mercato (il bazar) e tutti se la sono bevuta, ma questa è un'altra storia. Non vorrei però che una coerente scelta politica (certamente discutibile in retrospettiva, dal punto di vista tecno-storico) venga interpretata come impreparazione tecnica. Almeno su questo, credo. Giacomo