Mah....
Morozov fa l'errore esattamente opposto a quello degli entusiasti e degli ottimisti che decantano le virtù salvifiche e democratiche di Internet.
Fermo il fatto che la "risposta" di Luca è molto azzeccata e praticamente perfetta per il livello di astrazione che offre, la riflessione che mi viene da fare è che in tanti, prima di Morozov, abbiamo ragionato, detto e scritto dei "pericoli" legati a un'interpretazione acritica degli usi sociali di Internet, ricordando che il senso di una tecnica è sempre dato dai suoi utilizzatori e che Internet forse non fa rima con libertà ma "è progettata" per poterlo fare.
Da questo punto di vista segnalo che tra le analisi delle culture critiche di Internet i testi di Geert Loovink e Bifo sono ancora insuperati, ma il libro che vi consiglio di leggere è Cybersoviet di Carlo Formenti.In esso Formenti decostruisce i miti di Internet (non è vro che sia democratica, perchè non è vero che la rete non possa essere controllata, la sua trasparenza non è sempre buona e gli sciami che la popolano non sono sempre intelligenti). Dopo aver ingaggiato un pesante corpo a corpo con le teorie democratiche e postdemocratiche legate a Internet e lascia a noi le conclusioni sul che fare per trasformare Internet in uno strumento di libertà.
La mia recensione del libro è qui:
http://bit.ly/aEDs0L
Il video della presentazione qui:
http://www.youtube.com/watch?v=0TSctmTu7Ig