Si proverà, in questo breve scritto, a riflettere sull’inettitudine e sul vizio, due tematiche elaborate da Italo Svevo nel suo romanzo “La coscienza di Zeno”. Lo si farà attualizzandole nella contemporaneità orientata sempre più dalle logiche della cultura digitale per (tentare di) di dimostrare che l’umanità – 100 anni dopo la pubblicazione del romanzo – non è, nel bene e nel male – cambiata perché «non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore per tutti. [L’Uomo] di oggi non è né più, né meno perfetto di quello di una volta, è diverso perché le circostanze sono diverse»
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don Luca Peyron
Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria
Arcidiocesi di Torino