Il Robin Hood dell’informazione

di Carlo Freccero
da Il Fatto Quotidiano del 10 dicembre 2010

Assange ci consegna informazioni nude e crude e sta a noi interpretarle. Con Wikileaks l'utente raggiunge la sua maturità: è da quando c'è internet che l'aspettavamo 

Se il medium è il messaggio, ogni medium produce contenuti propri, non condivisibili con gli altri media. Sono migliori o peggiori rispetto ai contenuti precedenti? Sono diversi e basta. Sono nuovi. Ogni volta che il nuovo si afferma, bisogna passare attraverso una lunga fase di giustificazione e penitenza. Bisogna motivare le proprie ragioni alla luce di una logica precedente. Prendiamo un disco blu-ray e inseriamolo in un lettore dvd. Non funziona. Questo non significa che non abbia valore. È un’altra cosa e ha bisogno di un altro lettore. Ogni volta che il nuovo si manifesta si trova ad affrontare la solita argomentazione: “…ma non è compatibile con le regole attuali. Non è il vecchio, o meglio, non corrisponde allo standard consacrato e convalidato”. Il nuovo non è di destra. Ma non viene accettato neanche dall’opposizione. “Non è di sinistra”.

Wikileaks è il nuovo che aspettavamo su Internet. Ma la stampa tradizionale sta facendo muro. “Non è giornalismo”. Del giornalismo non applica le regole. Non controlla le fonti. Non le rivela. Non è trasparente. Non giustifica i finanziamenti di cui dispone. Non concede la par condicio all’avversario. Per esempio, se le rivelazioni attuali riguardano il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali, Wikileaks dovrebbe divulgare altrettanto materiale di paesi emergenti e ostili come la Cina. Di chi fa il gioco? Manca poi totalmente un filtro critico. Cosa significano i documenti divulgati? In realtà non comunicano molto di nuovo rispetto alle inchieste giornalistiche precedenti. Con una differenza fondamentale. I fondi giornalistici erano intuizioni, elaborazioni dell’autore dell’editoriale.

I documenti di Wikileaks sono, appunto, documenti. Quindi fatti, nella loro brutale oggettività. Si è detto che sono pettegolezzi, illazioni, commenti soggettivi. Come tali inessenziali e inesatti. Ma il materiale può essere di natura diversa. I filmati sulla guerra in Iraq erano documenti. Il lotto attuale di dispacci e comunicazioni tra ambasciate rasenta il pettegolezzo, ma può essere essenziale per comprendere cosa pensino i governi gli uni degli altri e in particolare cosa pensi il governo degli Usa sul resto del mondo.

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