On Wed, 16 Dec 2020 14:03:33 +0100 Giorgio Ventre <giorgio@unina.it> wrote:
In altre parole, una cosa è dipendere totalmente, un'altra è poter scegliere garantendo una capacità tecnologica autonoma. E la seconda è garantita solo attraverso una politica industriale coerente.
Sono d'accordo se sostituiamo "è garantita solo attraverso" con "necessita anche di". Limitarsi ad un'analisi economica delle dinamiche cibernetiche in corso, significa rinunciare a comprenderle e dunque a poterle influenzare. I soldi servono, è evidente a tutti, ma se anche oggi ci fossero, non sarebbero lontanamente sufficienti per realizzare alternative democratiche alle politiche imperialiste che si scontrano sul territorio europeo. Limitarsi ad una prospettiva economica significa consegnarsi, di nuovo, agli Stati Uniti. Infatti, se ci lasciassimo convincere che
tale libertà di scelta deve poter essere garantita tra Google, AWS e Euro-Cloud (se un giorno esisterà mai)
permetteremmo semplicemnte a Google ed AWS di incrementare prezzi e profitti, approfittando dell'effetto decoy. Questo "soluzionismo economico" è l'altra faccia del "soluzionismo tecnologico" che ammorba le classi dirigenti europee. E l'ho notato, ahimé, anche in alcuni passaggi della conferenza Nexa di qualche giorno fa, laddove alcuni relatori riconducevano i problemi di cui spesso trattiamo ad una mancanza di concorrenza. "Servirebbe più concorrenza", "Basterebbe un po' più di concorrenza"... Se l'Europa vuole avere un ruolo nell'evoluzione cibernetica di questo pianeta, se non vuole subirla, non può limitarsi a sovvenzionare surrogati europei di servizi stranieri. La competizione economica deve essere espressione di alterità di idee. L'Europa ha quindi bisogno di una propria visione dell'informatica. Una visione Democratica e plurale. Avremo voce in capitolo SOLO quando avremo qualcosa di NUOVO da dire. Giacomo