Mio modestissimo parere: e' essenzialmente un problema culturale e bisogna affrontarlo nella scuola e nei corsi di alfabetizzazione informatica. Un comune o una provincia che decide di passare al software libero mentre finanzia corsi di word/excel/windows "perche' tutti usano quello" si lancia un boomerang sui genitali... Se nel 2003 il comune di Monaco di Baviera annuncia un piano di migrazione e da allora ad oggi ha acquistato programmi specifici proprietari, nelle scuole hanno continuato a insegnare Windows, Word e Visual Studio e nei negozi a vendere solo Microsoft, il piano di migrazione sara' indigesto a tutti e oneroso per l'amministrazione, che dovra' stanziare soldini per la formazione ai dipendenti. Un piano di migrazione deve tenere conto di tutto questo, informando i cittadini, appoggiando la formazione "indipendente" e usando la testolina quando sgancia i soldi per finanziare la formazione. E soprattutto acquistare solo software platform-independent e libero. Maurizio Il giorno 22 agosto 2014 10:49, Norberto Patrignani < norberto.patrignani@polito.it> ha scritto:
Caro Raf, condivido pienamente. Dato che anche il Comune di Torino ha lanciato la migrazione a software libero, come Accademia dell'Hardware e Software Libero di Ivrea ci stiamo chiedendo se non fosse il caso di contribuire, come associazioni dedicate al software libero, a pubblicare un qualche documento che possa aiutare le pubbliche amministrazioni che fanno questa scelta ad affrontare le criticita' della migrazione, linee guida per la migrazione, etc. Norberto
Il 22/08/2014 10:23, meo ha scritto:
Cominciano dal titolo dell'articolo che è sbagliato. Avrebbe dovuto essere: "alcuni politici criticano la scelta del Comune". E proseguo: 1. Non è vero che la produttività si abbassa. Certamente, quando mi collego al sito del Ministero per trasmettere dati di ufficio e scopro che è obbligatorio "Internet Explorer", per cui devo caricare i dati su chiavetta e passare al computer di un amico, la mia produttività si abbassa, ma di molto poco. L'abbassamento della produttività è una favola inventata da IDC in quella famosa ricerca sul "Total Cost of Ownership" finanziata da Microsoft e riproposta dai lobbisti nostrani. 2. Comunque, non è la stessa cosa, dal punto di vista dell'economia nazionale, spendere soldi per licenze e spenderli per consulenze a ragazzi italiani che ti spieghino che l'iconona che era in alto a sinistra ora è in basso a destra. 3. La rapidissima evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha cambiato radicalmente le leggi dello sviluppo economico che non è più basato sulla competizione, ma sulla collaborazione. I grandi guru dell'economia e della politica non lo hanno compreso. Il software libro è il simbolo di questa rivoluzione. Con buona pace dei lobbisti internazionali e nostrani. Raf
Il 22/08/2014 08:43, Diego Giorio ha scritto:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/21/monaco-il-comune-pensa-di-tornare...
In effetti, pur utilizzando ampiamente Linux a casa, ed utilizzando molti programmi open source anche sul lavoro, riesco difficile immaginare di far migrare i nostri uffici ad un sistema totalmente open.
Saluti a tutti
Diego
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