Non capisco il ruolo di Vodafone nel blackout della rete in Egitto. Il Corriere.it scrive: «Dalla notte internet risulta inaccessibile in tutto l'Egitto. Il governo sembra aver bloccato la principale arma degli attivisti. I social network sono stati fondamentali per l'organizzazione delle proteste cresciute in questi giorni . Bloccato anche il servizio di sms fra cellulari. La conferma arriva anche da Vodafone. L'operatore inglese ha fatto sapere che oggi il governo egiziano ha chiesto all'azienda di sospendere la copertura in alcune aree del Paese. E Vodafone eseguirà la richiesta spiegando che le autorità egiziane chiariranno la situazione a tempo debito». Sarò di certo ingenuo io, ma mi chiedo: come è possibile che una simile decisione sia presa cavandosela con la promessa di «chiarire la situazione a tempo debito»? Siamo proprio sicuri che continuare a propagandare il mito della «rivoluzione social», come sta facendo Repubblica (http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/01/27/news/social_network_e_rivolte..., titolo: «tecnologia abbatte censura») faccia il gioco della libertà di espressione e non di chi la vuole limitare? Fabio Chiusi