... D'accordo pienamente sulla tua analisi. Qualche precisazione da qua in poi.
Se lo scopo è quello di fare in modo che le informazioni inserite nel file siano rielaborate E quindi entrino a far parte di un sistema informativo degno di questo nome ...
Sì, in mente avevo proprio quello scopo. Secondo me il "ciclo di vita" di un documento informatico non può avere una fine, neanche con la conservazione in un "archivio storico". Ormai siamo sommersi di documenti, di rapporti, di saggi, di libri, di tutto, in PDF, li salviamo e nello stesso istante ci diciamo: "no, questo file è utile, è importante, lo terrò sempre in vista, poi passa qualche settimana e non ti ricordi più nulla di quel pdf". Io, come te, uso tantissimo grep, find, e qualsiasi altro tool mi permetta di cercare velocemente dentro i file, ma non sempre i PDF sono redatti partendo da un programma di videoscrittura ed esportati in pdf, quindi con testo "estraibile". Ma fin quando si tratta di documenti personali poco male, con i documenti lavorativi comincia ad essere un problema.
…oppure usare forms web
esatto, la P.A. dovrebbe "accettare" informazioni SOLO in questa forma. Non PDF, magari foglio di carta scansionato, magari firmato PAdES, magari via PEC. Non ci deve essere un funzionario di mezzo, l'input dei documenti da parte della P.A. deve avvenire in modo automatico. Poi sarà il funzionario (o i funzionari) ad accedere al sistema informativo interno e consultare i dati. In alcune amministrazioni è già così.
Però qui non stiamo parlando di qual'è il formato migliore per contribuire alla costruzione di un sistema informativo degno di questo nome, siamo *solo* parlando di poter firmare un documento digitale nella speranza di vederlo più facilmente riconosciuto come valido da qualche funzionario pubblico o privato.
E allora CAdES va benissimo, si usa da ventanni non vedo NESSUN motivo per abbandonarlo. Antonio