amo l'email: a Palazzo Nuovo nel 1989 l'accesso all'email arrivò perché lo chiesi io :-)))

non so bene come interpretare questa ondata di lamenti sui terribili casini dell'email, perché io non ne incontro.
ho quasi una decina di indirizzi email su provider diversi, tutti (as)serviti sotto sotto da Google o Microsoft, 
non leggo la mail in webmail ma la scarico sempre con Thunderbird (e prima con Eudora), 
e lo imposto su "non caricare contenuti remoti".

il miglior modo per far morire una cosa è darla per morta 

è noto che nel sistema dei media nessun nuovo medium uccide con il suo arrivo uno o più degli altri 
ma tutto il sistema si ribilancia includendo il nuovo arrivato
Maurizio


Il 03/08/25 10:28, Andrea Trentini via nexa ha scritto:
Cambio discorso ma resto lievemente collegato al tema e vi chiedo: non avete anche voi la sensazione
che la "mail" (intesa come architettura globale SMTP + DNS certification antispam) stia tirando le
cuoia? (e lo dico con enorme dispiacere)

Col passare del tempo e con il passaggio (anche della nostra università ahimè) a "megaproviders"
(GAFAM) assisto sempre più spesso a:
- messaggi non ricevuti (nonostante io controlli i log del mio MX e veda gli OK dei server
riceventi, ma poi il destinatario non trova il messaggio)
- messaggi illeggibili (vedi questo thread, tema HTML)
- messaggi perfettamente legittimi ma catalogati come spam (il server ~~unimi~~Microsoft ha un tasso
di falsi positivi almeno del 30%, a occhio)
- destinatari che semplicemente non controllano la mail frequentemente perché non la ritengono un
canale fondamentale (es. molti nostri studenti), questo fa il paio con "the raise of uninteroperable
IM providers"
- (questo è più un mio rant) destinatari che mi chiedono "cos'è quell'allegato .asc? non riesco ad
aprirlo..." [:facepalm:]
- (questo è un altro rant) destinatari che non vedono una mia mail perché era in risposta ad una
loro e quindi il loro MUA (magari pure web) "nascondeva" il messaggio sotto al loro (chiamasi
"thread view", io non vivrei senza)
- sicuramente altro che ora non mi viene in mente...






non credo a nessuna liberazione né individuale né collettiva
che si ottenga senza il costo di un’autodisciplina,
di un’autocostruzione, di uno sforzo
Italo Calvino

Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli