Caro Antonio,
... dici cose sacrosante ma questa mi pare una lista di studiosi e professionisti, non di attivisti!
Certo che non c'è da meravigliarsi tanto meno da essere terrorizzati... inoltre la retorica delle emozioni non aiuta l'azione...
Io condivido anche la preoccupazione espressa da Angelo Meo, ma credo che la battaglia per il software libero sia settoriale. Essa manca di visione rispetto alla società in cui viviamo e a quella in cui vorremmo vivere. Se non ci si vuole intristire, l'unica cosa da fare è prendere seriamente in considerazione il fatto che, a certe condizioni, il software libero e tante altre azioni in altri campi sono parte di un'economia che possiamo definire del commoning.
Quando si piange perchè nel pubblico nessuno ascolta, si parte da una visione più o meno consapevole di una società basata su due economie: mercato (dominante) e stato.
E' il primo problema. Qualcuno sta ovviando a questo con un ritorno ad un modello neo-keynesiano (Mazzuccato) riscontrando successo in una certa area ideologica occidentale, ma al prezzo di non vedere la realtà delle cose... Le aziende piattaforma e lo stato sono fortemente intrecciati tra loro e non può che essere sempre più intenso questo legame a causa di vari fattori, sia tecnologici (proprietà dei protocolli e delle app) che socio-culturali ( predominio delle politiche della vita su quelle emancipatorie, sostengono da tempo vari sociologi...). La pandemia ha agito da acceleratore di dinamiche già esistenti anche perchè il consenso popolare non manca, ne va della vita, non solo di soldi...
D'altro canto, l'attenzione degli individui al PROPRIO BEN ESSERla propria esistenza cresce da tempo, attraverso forme varie, anche come consumo di mercato (wellness ad es.), ma non solo... Non dispererei, anzi mi porrei il problema di
Discutere il PNRR è importante ma alla luce di uno schema diverso da quello che Antonio propone di cittadini watchdog dell'operato pubblico: non sta a noi...
Chissà che non sia possibile una metodologia di lavoro di tipo generativo che coinvolga quelli che vogliono parteciparvi?
Per questo, a lato della proposta di lettura del PNRR propongo un incontro su zoom di tutti gli interessati. Il tema è dunque quello di come ridurre la sofferenza esistenziale, sociale ed economica in questa fase della pandemia.
Vincenzo Giorgino
Il giorno dom 2 mag 2021 alle ore 11:09 Antonio Iacono <
antiac@gmail.com> ha scritto:
> ... adesso c'è la certezza che
> la legge verrà ignorata e probabilmente smontata pezzo a pezzo.
e allora bisogna controllarli, monitorarli, insomma, avocare quelle funzioni di
"watchdog journalism", quel giornalismo sorvegliante contro l'illegalità
che spesso in questo nostro paese manca.
Non so se questa lista sia il luogo adatto, già altre volte sono uscito
"fuori dal seminato" e le mie segnalazioni sono state, apparentemente (perché
prive di dibattito) ignorate.
Il PNRR (che Giovanni giustamente ha definito epocale) cambierà sicuramente
il paese.
Ma se sarà in meglio o in peggio dipenderà anche da noi.
E' ovvio che il "peggio" di qualcuno è anche il "meglio" di qualcun altro.
Ma quanto meno se ne discuta ...
Antonio
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"One of the great liabilities of life is that all too many people find
themselves living amid a great period of social change and yet they fail
to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
situation demands. They end up sleeping through a revolution."
- Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
University of Torino - Italy