Cari Juan Carlos e Fiorello, molte grazie per l’interessamento. Caro Alberto, cari tutti, Sono assolutamente d’accordo con le tue osservazioni a riguardo della procedura con cui gli atti legislativi sono elaborati. E’ sicuramente una delle più partecipative al mondo (ad eccezione forse della democrazia diretta elvetica). Mi sembra giusto pero’ ricordare che un tale livello di partecipazione é il minimo in un sistema (unico al mondo) in cui l’iniziativa legislativa é monopolio di una super-amministrazione (non eletta) geneticamente incrociata con un potere esecutivo. Nota Bene: la mia ultima affermazione non significa che io stia suggerendo che degli atti altamente tecnici debbano essere elaborati da un organo democraticamente eletto (e quindi composto di non-esperti) piuttosto che da una commissione composta di esperti. Un tale scenario sarebbe ancora più catastrofico. Ma se si vuole essere efficienti restando democratici, si attribuisce ad una commisione di esperti il monopolio dell’iniziativa legislativa e, parallelamente, si prevedono dei meccanismi di checks and balances inespugnabili. Ora, a mio avviso, il meccanismo partecipativo descritto sia da te che Andrea é essenziale (e lodevole) al fine di garantire la diversità di opinioni nella fase di preparazione di una soluzione ad un problema specifico (chiamiamola “fase partecipativa ante-proposta”); ma questo meccanismo deve essere completato da un dibattito pubblico a riguardo della soluzione stessa dopo che quest’ultima é pubblicata (chiamiamola “fase partecipativa post-proposta”) in modo che i colegislatori possano rendersi conto della portate di cio’ che si apprestano a votare ed i cittadini di come i loro diritti fondamentali saranno regolati. A mio avviso – condiviso anche da un manipolo di agitatori norvegesi, rivoluzionari islandesi e noti cospiratori liechteinsteiniani – il fatto che questa fase post-proposta sia particolarmente rapida e non facilmente accessibile al cittadino europeo rischia di minare profondamente il carattere democratico dell’intero processo. Sicuramente, la responsabilità per la mancanza di dibattito é anche politica, soprattutto alla luce di cio’ che sottoneava Andrea a proposito di quali (pochi) parlamenti nazionali si siano interessati all’analisi della proposta. Pero’ credo che il “great haste” con cui la proposta é stata presentata e discussa non sia proprio il miglior metodo per favorire il dibattito pubblico. Inoltre, credo che sia molto rischioso affidarsi alla buona volontà dell’accademico di turno per colmare l’interstizio di cui parli (io direi piuttosto un fossato) ed organizzare un dibattito pubblico alla brasiliana in un lasso temporale cosi’ esiguo. E come ho già ripetuto in maniera quasi ossessiva, sono esterefatto da come sia semplice ridurre/evitare il dibattito pubblico per delle ragioni di “urgenza”. Penso che a questo punto anche il server di NEXA sia stufo di sentirmi blaterare, quindi vi ringrazio per l’attenzione (nel caso qualcuno sia riuscito a seguire tutto il dibattito) e per le repliche stimolanti. Nell'attesa del voto al Parlamento (domani) vi auguro una buona settimana, Luca Luca Belli PhD Candidate in Public Law CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2 Dynamic Coalition on Network Neutrality Subject: R: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!! Date: Mon, 31 Mar 2014 11:04:49 +0200 From: f.cortiana@provincia.milano.it To: lucabelli@hotmail.it; andrea@digitalpolicy.it; nexa@server-nexa.polito.it R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!! Luca, concordo. Ci sono da fare una azione immediata, io giro il tutto a Dany Cohn Bendit, e un'azione politica, Citizen Initiative. Fiorello Da: Luca Belli [mailto:lucabelli@hotmail.it] Inviato: domenica 30 marzo 2014 21.34 A: Fiorello Cortiana; Andrea Glorioso; nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: RE: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!! Caro Fiorello, cari tutti, Sono d’accordo: indubbiamente 1 milione di firme in 7 paesi rappresentano una consapevolezza diffusa. Tuttavia, mi sembra giusto sottolineare che, in virtù del suo monopolio sull’iniziativa legislativa, spetta alla Commissione decidere se accetare o no l’iniziativa organizzata tramite l’ICE e successivamente definire il contenuto di un’evantuale proposta legislativa. Ad ogni modo, benché la digressione sull'ICE sia interessante, credo che abbia deviato leggermente l’attenzione dal mio punto inziale. Ovverosia: il Parlamento europeo voterà martedi (ie tra due giorni) un progetto che é stato presentato sei mesi fa e che a mio avviso é stato molto scarsamente dibattuto, soptrattutto a livello nazionale. Ora, sempre a mio avviso, é molto pericoloso che - in un sistema in cui una super-amministrazione (ie la Commissione) detiene il monopolio dell’iniziativa - una proposta che avrà conseguenze notevoli sui diritti fondamentali di ogni cittadino sia discussa in fretta e furia e non abbia alcuna risonanza a livello nazionale. Per questo suggerivo in maniera provocatoria di darci una svegliata. Delle due cose l’una. (i) O i cittadini europei sono coscienti e d’accordo col fatto che il regolamento proposto dalla Commissione permette di considerare potenzialmente ogni applicazione come un “servizio specializzato” e di priorizzarlo (creando quindi il famoso “champagne Internet” suggerito da Neelie Kroes) con potenziale riduzione della qualità di tutti quei servizi/applicazioni che non hanno la capacità finanziaria per pagare la priorizzazione (come chiaramente sottolineato dal BEREC nel suo rapporto di novembre 2012). (ii) Oppure, i cittadini non ne sono assolutamente coscienti, semplicemente perché non ne hanno mai sentito perlare, vista la totale mancanza di un dibattito a livello nazionale. A mio avviso, le due ragioni principali che rendono estremamante difficile il dibattito a livello nazionale sono l’incorrettezza/inesistenza delle traduzioni della proposta di regolamento (e, soprattutto della versione emendata della proposta) ed il lasso temporale estremamante ridotto nel quale il parlamento ha dovuto analizzare la proposta. Come ho detto nella mia mail precedente, diversi MEP (capitanati da sobillatori svedesi, secondo le ultime notizie) hanno messo in evidenza l’incorrettezza delle traduzioni della proposta iniziale durante la riunione ITRE del 26 febbraio. A cio' si aggiunge il fatto che le traduzioni della versione emendata non erano disponibili perché, per ragioni pratiche, gli emendamenti di compromesso sono redatti solo in inglese. Sono d’accordo che l’adozione di un unico working language sia una scelta pragmatica e non mi permetto di fare obbiezioni. Ma trovo scandaloso che ci siano solo tre settimane tra l’approvazione del progetto emendato ed il voto in Parlamento (ricordo che la proposta emandata é stata approvata dal comitato ITRE il 18 marzo e sarà votata il 2 aprile). Come é possibile che un cittadino europeo non anglofono (ovvero la maggioranza) possa rendersi conto di cio’ che succede? L’urgenza con cui il progetto é stato presentato (che certi osservatori hanno considerato sospetta) ha reso estremamente difficile il dibattito pubblico e l’organizzazione della società civile (elementi sacrosanti in una democrazia). A mio avviso, la combinazione di scarsità di tempo ed impossibiltà di analizzare i testi emendati si trasforma in un enorme impedimento al diritto fondamentale di accesso agli atti dell’UE e si presta a degli abusi, poiché puo’ rivelarsi una tecnica potenzialmente elitista e azzeccagarbugliesca per esclude la maggioranza dei cittadini europei dal dibattito. Ergo, la mia scelta luterana di scrivere un articolo in italiano (cosa che non facevo da quattro anni) é volta semplicemente a rendere (spero) comprensibile un argomento complesso e permettere – a chi voglia farlo – di formarsi un’opinione liberamente ed eventualmente transmettere la propria opinione a chi lo/la rappresenta a Bruxelles (cosa, anche quest’ultima, sacrosanta in una democrazia). Mi scuso per avervi annoiato con le mie elucubrazioni infinite e per la eventuali eccessive semplificazioni o mancanza di precisione nelle mail precedenti. Buona serata a tutti, Luca PS: i sobillatori svedesi, gli anti-democratici norvegesi ed i comunisti apolidi che vogliano saperne di più su cosa sia la neutralità della rete e cercare di farsi un’opinione, possono dare un’occhiata inter alia a : La neutralità della rete : che cos’é e perché stiamo rischiando di perderla The Value of Network Neutrality for the Internet of Tomorrow Report of the Dynamic Coalition on Network Neutrality Protecting Human Rights through Network Neutrality: Furthering Internet Users’ Interest, Modernising Human Rights and Safeguarding the Open Internet Buona notte! Luca Belli PhD Candidate in Public Law CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2 Dynamic Coalition on Network Neutrality Subject: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!! Date: Fri, 28 Mar 2014 23:48:30 +0100 From: f.cortiana@provincia.milano.it To: lucabelli@hotmail.it; andrea@digitalpolicy.it; nexa@server-nexa.polito.it Io,credo che un milione di firme di cittadini europei significhino una consapevolezza,e un dibattito diffusi. Vale la pena di rischiare/ sfidare il giudizio della Commissione. Del resto è probabile che se ne raccolgano molte di più, già in occasione della riproposizione da parte della,Commissione di una proposta di direttiva per la brevettabilità del software ne arrivarono ai MEP due milioni e il Parlamento respinse la proposta della Commissione a larga maggioranza. Milioni di firme sono in fatto politico ineludibile Fiorello -----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it per conto di Luca Belli Inviato: ven 28/03/2014 20.06 A: Andrea Glorioso; nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!! Andrea, Ti ringrazio per la mail ricca di dettagli. Cerchero' di essere più conciso per compassione nei confronti degli altri (eventuali) lettori ma soprattutto perché so che con l'appropinquarsi della serata rischio di vedermela brutta con il temibile Capitan Europa. Quando mi riferivo ad atti "mancanti/incorretti", volevo sottoineare l'inesistenza della traduzione degli emendamenti di compromesso e la non correttezza delle traduzioni della proposta. Sicuramente tu disponi di informazioni più precise delle mie per quanto concerne quali traduzioni fossero incorrette e quali no. Guardando la trasmissione in streaming della (tumultuosa) sessione ITRE del 26 febbraio, avevo avuto l'impressione che il problema delle traduzioni fosse sollevato da un nutrito gruppo di MEPs, ma probabilmente si trattava di una congiura capeggiata da sobillatori svedesi mugugnanti. Reitero che l'incorrettezza delle traduzioni originali e l'impossibilità di consultare le proposte emendate non mi sembrano facilitare il dibattito pubblico. E' un opinione personale, non un giudizio ingeneroso. Per quanto riguarda le ICE, credo che tu abbia dimenticato di sottolineare che una volta raggiunto un milione di firme in 7 Membri (traguardo non particolarmente semplice) la commissione non é tenuta a proporre alcun atto legislativo. In particolare: - La Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che intende proporre - La Commissione non ha l'obbligo di proporre un atto legislativo a seguito di un'iniziativa. Quando ho organizzato il Multi-Stakeholder Dialogue on Network Neutrality and Human Rights per il Consiglio d'Europa ho chiesto a diversi attivisti perché non avessero proposto un'ICE su net neutraliy. La risposta é stata che era uno sforzo inutile proprio perché qualora si riesca a raccogliere le firme necessarie non c'é nessuna certezza che la proposta superi il filtro della commissione. Per quanto riguarda la confusione tra aprile e novembre 2009, chiedo venia per la mancanza di precisione ma non credo sia un dato particolarmente rilevante. Cio' che mi lascia esterefatto é che si pretenda che un progetto che ha richiesto almeno due anni per essere elaborato da esperti possa essere discusso da dei non-esperti (MEP) in 7 mesi senza che ci sia un dibattito pubblico (capace di implicare la societa civile magari anche a livello nazionale) su questioni che incidono sui diritti fondamentali dei cittadini europei. Il BEREC, che tu ben citi, ha descritto le varie pratiche discriminatorie di gestione del traffico internet nel suo rapporto del maggio 2012. Da quel momento non c'é stato più bisogno di dibattito pubblico per sapere che esistono tali pratiche. Si sapeva che ci sono e sono estremamante diffuse e bisognava proporre delle soluzioni urgentemente. Il dibattito pubblico é essenziale per discutere le soluzioni proposte dalla commissione per arginare/evitare tali pratiche disciminatorie ed a mio avviso, un tale dibattito non c'é stato e, soprattutto, non é stato per nulla incoraggiato dalla tempistica adottata nel presentare la proposta né dall'impossibilità di accedere ai testi degli emendamenti. Ad ogni modo, la mia intenzione era stimolare il dibattito al di fuori dei diretti interessati ma alla fine ci siamo ritrovati a parlarne io e te... E' sempre un piacere parlare con te ma spero che anche qualcun'altro si interessi alla questione: il Parlamento europeo vota martedi. I miei omaggi ai fabbricanti e al capitano e buon week end a tutti gli altri. Luca Luca Belli PhD Candidate in Public Law CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2 Dynamic Coalition on Network Neutrality Date: Fri, 28 Mar 2014 17:31:33 +0100 From: andrea@digitalpolicy.it To: lb@lucabelli.net CC: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!! Cari tutti, Da vero burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail... On Mar 28, 2014 3:10 PM, "Andrea Glorioso" <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Bisogna capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni parlamenti nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano rappresentare i cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa informazione da parte della Commissione Europea, che mi pare sia la tua posizione (e, se così fosse e come penso sia chiaro, personalmente ne dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei Parlamentari italiani; (3) mancanza di interesse per quello che succede "a Bruxelles", salvo poi lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa ci stia portando alla rovina e via discorrendo.
Intendevo scrivere "mancanza di tempo da parte dei Parlamentari *nazionali*", dato che il Parlamento italiano non è l'unico a non essersi espresso sulla proposta della Commissione (d'altronde è una possibilità, non un obbligo). A presto, Andrea _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa