Il 05/05/24 7:36 PM, Cosmo Carabellese ha scritto:
[...] da inesperto, mi chiedo come mai certe persone che sono ricercate, non da un malintenzionato qualsiasi ma addirittura da grandi potenze mondiali per eliminarle, non riescano a farlo così agevolmente.
Il motivo è presto detto (...riferito al thread che stiamo discutendo): ad essere ricercate, sono le *PERSONE* (...e *NON* i loro cellulari...)


Dico questo, in quanto la premessa alla sua domanda, ossia questa:
Buonasera, ho appreso da questa serie di e-mail della facilità con la quale può essere localizzato qualsiasi utilizzatore di uno smartphone...

è errata! 

Il tema della vulnerabilita' di SS7, *NON* implica "...la facilita' con la quale puo' essere localizzato un utilizzatore di uno smartphone...". Implica soltanto "...la facilita' con la quale puo' essere localizzato uno smartphone [attivo]..."

Se l'utilizzatore reale (l'umano) riesce ad adoperarsi per far si che il dispositivo mobile che sta utilizzando *NON* sia a lui riconducibile... il problema è risolto. Se, viceversa, si distrae... e --magari senza rendersene conto-- produce evidenze che associano il terminale mobile a se stesso (persona), a quel punto il danno è fatto.... (grazie alla vulnerabilita' di SS7 [...ed al "potere" di Google e Apple] [...e, magari, a qualche APP che sbadatamente potrebbe aver installato]) e puo' essere localizzato rapidissimamente.


La questione potrebbe sembrare sottile ma... non lo è: il primo altro esempio che mi viene in mente è quello dei bitcoin. Tutti sventagliano a destra ed a manca l'utilizzo di bitcoin come strumento utilissimo nelle frodi finanziarie, in quanto, di fatto, "anonimo". Tuttavia il concetto stesso di blockchain porta con se i massimi livelli di "tracciabilita'" e di "verita'" nelle rispettive transazioni. Di fatto, quindi, un "bitcoin" è anonimo soltanto fino a quando il relativo detentore riesce a *NON* far scoprire a nessuno che è lui a tenerlo nel proprio wallet.

Faccio un esempio concreto: il 1707/2019 ho ricevuto una mail in cui un cattivone sosteneva di aver violato i miei account e di aver "rubato" un sacco di miei dati personali. Per non diffonderli mi chiedeva di pagare 250€ a questo "indirizzo": 18oAbhvp7ib8e1zNSVGFR3v8YmqiCeBoFu

Bene, a 5 anni di distanza, è possibile vedere come sebbene io *NON* abbia pagato, quell'indirizzo è stato oggetto di due transazione "in ingresso" (incassi) il 20/07/2019 [per complessivi ~1612 $] e due mesi piu' tardi, il 26/09/2019 l'indirizzo è stato "svuotato":

https://www.blockchain.com/explorer/addresses/btc/18oAbhvp7ib8e1zNSVGFR3v8YmqiCeBoFu

Di queste transazione è possibile conoscere tutti i dettagli e cosi', ricorsivamente, è possibile analizzare le transazioni dei mittenti/destinatari. Affinché tutto resti "anonimo" è fondamentale che non si arrivi ad associare l'indirizzo al detentore... esattamente come nel caso del cellulare.

Saluti,
DV

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Damiano Verzulli
e-mail: damiano@verzulli.it
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possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
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"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
   http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html