Se la comparazione è tra utenti fuori dai social media (quindi, non so voi, ma prima di avere internet me ne stavo con 3 o 4 reti che vivevano ad 1km di raggio attorno a me), beh, grazie... Internet anche solo fosse composta da spam robotizzato, mi fornirebbe una diversità informativa.

L'oggetto del problema, forse non lo vogliamo chiamiare filter bubble? Comunque esiste. è un mix di componenti psicologiche amplificata in alcuni casi e confrontata in altri, dagli algoritmi

http://science.sciencemag.org/content/348/6239/1130
tratto dall'abstract:

Using deidentified data, we examined how 10.1 million U.S. Facebook users interact with socially shared news. We directly measured ideological homophily in friend networks and examined the extent to which heterogeneous friends could potentially expose individuals to cross-cutting content. We then quantified the extent to which individuals encounter comparatively more or less diverse content while interacting via Facebook’s algorithmically ranked News Feed and further studied users’ choices to click through to ideologically discordant content. 

Questo vuol dire che la filter bubble esiste o non esiste? non cercherei un giudizio binario per dirlo, per il semplice fatto che neppure gli algoritmi di facebook in modo binario vogliono (o possono) escluderti la conoscenza di un contenuto. possono influenzarlo pesantemente (e come sapete stiamo lavorando per trovare più evidenze), 

Nota a margine, mi piace che si usi il termine "dieta", anche noi la usiamo nell'accezzione di dieta informativa. Ad esempio, nel mio account italiano su facebook, negli ultimi 7 giorni ho avuto 58 diverse fonti informative, così distribuite:

https://facebook.tracking.exposed/realitycheck/100013962451936/diet

Quello che vedete dovrebbe farmi chiedere: sono abbastanza 58 fonti? 

La visualizzazione è ancora schifosissima, ma abbiamo dati più dettagliati per poter mostrare anche trend di contenuti, di produzione delle news, diversità durante la giornata, ed eventalmente comparazioni con altri utenti (tipo: se avessimo 10k€ tra gestione semantica e sviluppo di UX, realizzeremmo un prototipo pensato per studenti che possano comprararsi la loro dieta informativa per capire quanto, diversamente tra loro, percepiscono la rete tramite la rete)

 

2017-06-22 13:30 GMT+02:00 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>:
sono anni che dico che la filter bubble 
(concetto già introdotto molti anni fa 
da Cass Sunstein, anche se con un nome
diverso) avesse degli effetti diversi da analoghi meccanismi operanti in passato (e ancora adesso) era una IPOTESI, potenzialmente interessante, ma una ipotesi, nulla di piu. 
Ipotesi che - come tutte le ipotesi - doveva venire validata sperimentalmente 
prima di poter iniziare a costruirci qualcosa sopra. 

Niente da fare. 
È stata promossa a fatto senza aspettare la ricerca. Si vede che faceva comodo a tanti. 

jc

(Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))

On 22 Jun 2017, at 12:49, fabio chiusi <fabiochiusi@yahoo.it> wrote:

Dati del Reuters Institute mettono in discussione l'idea di Pariser: http://www.niemanlab.org/2017/06/using-social-media-appears-to-diversify-your-news-diet-not-narrow-it/

Food for thought, specie oggi che è una sorta di premessa data per assodata di qualunque ragionamento su rete e politica.

buona giornata
f.


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