その進化が大多数の人々の自動化に刷り込まれたルールによって決定されるサイバネティック社会 (人間よりもはるかに多い) では、「市民」をこれらの自動化を修正する具体的な方法を持たない人として定義することは可能ですか?新しいものを作成しますか?
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Niente di tragico (ma sono curioso di vedere il risultato leggibile in un contesto diverso da quello in cui scrivo): operata da google translate è la traduzione in giapponese della domanda di Giacomo Tesio,
In
una società cibernetica la cui evoluzione è determinata per la
stragrande maggioranza dalle regole impresse negli automatismi che la
popolano (molto più numerosi delle persone), è possibile definire "cittadino" chi non ha concretamente modo di modificare tali automatismi o crearne di nuovi?
Per semplificare: come chi non conosce il giapponese resta escluso da un testo giapponese, è "fuori" è escluso dal contesto digitale chi non conosce alfabeto e lingua, che oggi sono cibernetici, digitali, informatici, a questo livello di riflessione non vedo differenze significative fra le parole.
Ne consegue che
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il digitale è nuova parola, nuova lingua con suoi segni e regole.
- (quale nuova parola, nuova lingua) il digitale è argomento pregiuridico.
- (quale nuova parola, nuova lingua) il digitale è precondizione necessaria per il diritto, ma anche per ogni comunicazione, ogni "società".
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(quale nuova parola, nuova lingua)
il digitale va insegnato a tutti, va imparato da tutti, anche se pochi diventeranno Dante o Shakespeare