08.10.2013
Franzen e il dibattito sui social
network
Ciò che serve è una nuova educazione
Lo scrittore e saggista americano:
“Twitter è stupido, crea dipendenza”
La risposta di Juan Carlos De
Martin
Sul digitale si
dicono molte esagerazioni, ma un
aspetto è innegabile: mai un
cambiamento ha toccato tante persone
in così poco tempo. Basti pensare che
ci sono voluti 126 anni prima che al
mondo ci fossero un miliardo di
telefoni fissi, ma appena 8 per avere
un miliardo di persone su Facebook.
Per non parlare degli smartphones, che
fino a poco fa appesantivano le tasche
solo dei più fanatici, ma ora
rappresentano oltre il 50% dei
telefoni venduti al mondo.
Cambiamenti molto rapidi che
riguardano miliardi di persone: è
inevitabile che i problemi siano
elevati al cubo. Problemi, ma anche
benefici, o le reti sociali non
avrebbero tanto successo: vengono
apprezzate soprattutto perché offrono
un’alternativa alla posta elettronica,
giudicata da molti (soprattutto i più
giovani) limitata e formale, per
condividere video, libri, musica,
eventi, fotografie, testi, notizie
sulla propria vita personale. Invece
di «lettere» che si impilano
inesorabili, un flusso continuo di
stimoli, come una radio accesa in
sottofondo, più discreta e meno
esigente della posta.
[...]
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http://www.lastampa.it/2013/10/08/tecnologia/franzen-e-il-dibattito-sui-social-network-ci-che-serve-una-nuova-educazione-bQo4HDdOmQzLfw9SpORBSJ/pagina.html