Concordo totalmente. Peraltro con le opportune precauzioni
normative e tecnologiche nessuno deve escludere che servizi di
questo genere possano essere affidati a soggetti privati e non
italiani. Ovviamente con procedure aperte e trasparenti.
I nostri servizi informatici e non dipendono sempre di più da
entità estere.
Tuttavia le emergenze servono anche a far "emergere" i problemi e
quello di almeno tentare di recuperare una sovranità tecnologica
mi sembra un problema molto serio da affrontare.
Un caro saluto a tutti
Giorgio
Buonasera, Pier Paolo Franco <pierpaolo.franco@gmail.com> writes:Buonasera, non è mia intenzione sollevare polemiche in un momento difficile.polemizzare civilmente è il sale della democrazia :-)Vedasi il comunicato allegato, secondo il quale il Ministero della Giustizia ha deretato le modalità di videconferenza mediante i software proprietari e *non interoperabili con altre tecnologie* (oltre che a pagamento) Skype for Business e Teams, entrambi di Microsoft.ho letto il comunicato allegato e ho trovato a questa pagina https://ordineavvocativenezia.it/udienze-telematiche/ copia della circolare del direttore generale del ministero della giustizia per favorire i commenti cito verbatim: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- ART. 1 (Ambito di applicazione) Il presente provvedimento individua i collegamenti da remoto per lo svolgimento delle udienze civili e delle udienze penali come previsto dall’art. 2, commi secondo, lett. f), e settimo, del Decreto Legge 8 marzo 2020, n. 11, nonché, in quanto compatibili, per i collegamenti previsti dall’art. 2, comma ottavo, del medesimo decreto legge. ART. 2 (Svolgimento delle udienze civili) Nell’ipotesi prevista dall’art. 2, comma secondo, lett. f), del Decreto legge 8 marzo 2020, n. 11, le udienze civili possono svolgersi mediante collegamenti da remoto organizzati dal giudice utilizzando i seguenti programmi attualmente a disposizione dell’Amministrazione e di cui alle Ministero della Giustizia - m_dg.DOG07.10/03/2020.0003413.ID pag. 1 di 2 note già trasmesse agli Uffici Giudiziari (prot. DGSIA nn. 7359.U del 27 febbraio 2020 e 8661.U del 9 marzo 2020): Skype for Business; Teams. I collegamenti effettuati con i due programmi su dispositivi dell’ufficio o personali utilizzano infrastrutture di quest’amministrazione o aree di data center riservate in via esclusiva al Ministero della Giustizia. ART. 3 (Svolgimento delle udienze penali) Le udienze penali di cui al settimo comma dell’art. 2 del Decreto Legge 8 maggio 2020, n. 11, si svolgono, ove possibile, utilizzando gli strumenti di videoconferenza già a disposizione degli uffici giudiziari e degli istituti penitenziari ai sensi dell’art. 146-bis del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. In alternativa, possono essere utilizzati i collegamenti da remoto previsti dall’art. 2 del presente provvedimento laddove non sia necessario garantire la fonia riservata tra la persona detenuta, internata o in stato di custodia cautelare ed il suo difensore e qualora il numero degli imputati, che si trovano, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione in luoghi diversi, consenta la reciproca visibilità. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- questo il decreto https://www.coanapolinord.it/decreto-legge-8-marzo-2020-n-11/ AFAIU quanto sopra è applicabile - secondo specifiche modalità dettate dal decreto - a udienze civili, penali e ai colloqui per gli ospiti delle carceri minoriliVorrei sottoporre alla lista il problema dell'attivazione delle videoconferenze mediante Skype.a parziale discolpa del Ministero di Giustizia faccio notare che la situazione è la medesima nella scuola, nella sanità e nella pubblica amministrazione... su su fino al parlamento, per limitarci alle istituzioni "mission critical" di uno stato civile sulla scuola di recente in questa lista ci sono state alcune discussioni proprio in merito a questo, sempre in relazione all'emergenza SARS-CoV-2Sperando che nel prossimo futuro, se effettivamente andrà a regime, si possa far passare la necessità dell'individuazione di uno strumento tecnico quanto più neutro o quantomeno interoperabile tra i vari provider di videochat (Zoom, Cisco, Hangout di Google, ecc.)"neutro" non so bene cosa voglia dire, però so che per far funzionare _tutti_ gli strumenti citati occorre connettersi a server gestiti nei data centre delle rispettive società private [1] (incidentalmente tutte statunitensi... ma credo sia un caso): varrebbe la pena favorire un sano ed informato dibattito pubblico sull'opportunità di spostare parte del sistema giudiziario, sanitario, scolastico (legislativo?) su data centre esteri per completezza credo non sarebbe opportuno nemmeno affidarsi ai servizi di Tencent Holdings Limited o di Line Corporation, ma quelli da noi di solito vengono visti con molto sospetto o totalmente ignorati indipendentemente da questo, conoscendo bene i problemi di sicurezza *e* di *privacy* a livello di software applicativi, sistema operativo *e* Internet, posso solo dire che siamo messi male, ma tanto tanto male faccio anche sommessamente notare che le connessioni possono essere effettuare con dispositivi personali, quindi sui dispositivi ci può essere installato qualsiasi altro software, malware compreso (non che questo peggiori sensibilmente la situazione, comunque) forse un giorno ci sarà concesso di poter seriamente pianificare come far recuperare allo stato italiano la sovranità digitale che oggi gli è _totalmente_ alienata ... magari anche stanziando - senza grandi discussioni su "dove li troviamo tutti questi soldi" - anche solo un 5% dei 25 miliardi di euro miracolosamente trovati tra domenica scorsa e questa mattina [2] :-) da tecnico posso solo dire che _purtroppo_ di strumenti con analoghe prestazioni, alternativi e rispettosi della sovranità di individui *e* intere nazioni, ce ne sarebbero ma stentano a trovare adeguati finanziamenti a causa del mercato in cui operano (in genere offrono un ROI negativo e per questo le risorse umane e hardware impiegate sono sempre risicatissime [3] ) grazie mille per la sensibilita! saluti, Giovanni [1] a meno che il Ministero della Giustizia abbia propri data centre nei quali sono installati i servizi citati... "ma io non creto" direbbe un famigerrimo personaggio [2] se qualcuno ancora pensa che la "crisi di sovranità digitale" (io preferisco "computing agency") sia meno importante della crisi da SARS-CoV-2 direi che... parliamone :-) [3] il "bus factor" di molti progetti di software libero, anche di successo, è mediamente imbarazzante
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-- ======================================================================== Prof. Ing. Giorgio Ventre Direttore Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione Università degli Studi di Napoli Federico II Via Claudio 21 80125, Napoli, Italy Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372 E-mail: giorgio@unina.it http://www.dieti.unina.it http://www.developeracademy.unina.it/en/ http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre ========================================================================