Buongiorno Enrico, anche io sarei curioso di leggere il chiarimento di Fabio, nel frattempo provo a rispondere sulla base di come io interpreto quello che ha detto lui e quello che ho capito io in merito. Fabio dixit:
Da qui la fondamentale differenza fra giustificare la "censura" di una espressione che rappresenta una opinione, seppur spregevole per la cultura che intende e rappresenta, a una espressione che invece rappresenti una minaccia, diretta o indiretta, singolare o organizzata, alla lesione di diritti individuali o collettivi.
Credo che Fabio stia parlando sostanzialmente di differenza tra "offese" e "hate speech" [1]: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- public speech that expresses hate or encourages violence towards a person or group based on something such as race, religion, sex, or sexual orientation --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> writes: [...] Fabio dixit (penultimo paragrafo):
purché non ci sia effettiva, sostanziale, grave e conclamata lesione di interessi individuali o collettivi puntualmente identificati.
Tra "lesione" e "minaccia di lesione" c'è una differenza e vorrei capire meglio. Forse si è perso un "minaccia" nel penultimo paragrafo?
Interessante: io credo di sì, cioè che nel penultimo paragrafo si è perso un "minaccia di". Mi pare sia necessario ma non sufficiente esserci minaccia di violenza (più che lesione) nel messaggio per essere considerato "hate speech".
Inoltre, per quanto si tratti di legislazioni e culture differenti, negli USA è stata espressa la posizione che il pericolo di tale lesione debba essere "imminente", che ritengo un criterio importante da tener presente. Potrei sbagliarmi, non è il mio campo, e mi piacerebbe sentire la tua opinione in proposito.
Quello che la minaccia sia imminente è in effetti uno dei criteri importanti: che sono in tutto sei secondo l'Alto Commissariato per i Diritti Umani. Invece le legislazioni nazionali sono estremamente diverse tra loro, in particolare quella USA deve sempre fare i conti con il famigerrimo Primo Emendamento: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- The United States does not have hate speech laws, since the U.S. Supreme Court has repeatedly ruled that laws criminalizing hate speech violate the guarantee to freedom of speech contained in the First Amendment to the U.S. Constitution. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (https://en.wikipedia.org/wiki/Hate_speech#Hate_speech_laws) L'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'ONU da molti anni sta lavorando a regole che siano internazionalmente riconosciute per poter conciliare la libertà di espressione e la tutela dall'"hate speech"; a tal proposito ritengo molto utile l'intervento che fece Andrea Cairola della "Division for Freedom of Expression, Democracy and Peace of the Communication and Information Sector" di UNESCO nella conferenza Nexa https://nexa.polito.it/conf2020 intitolata «Dicibile e indicibile»: https://youtu.be/ezgfOvrNr8Y (dal minuto 6:57 se volete ascoltarlo direttamentye, che ne vale la pena) Ne discutemmo anche in lista a Gennaio [2], riporto qui solo un breve brano della mia trascrizione di un suo breve passaggio: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- ...in qualche modo spesso si generalizza, si allargano troppo le maglie di quella che ovviamente è una questione molto seria e molto delicata. L'inquadramento principale è il Patto internazionale sui diritti civili e politici [3, N.d.r.], art. 20 [...] incitamento alla discriminazione, ostilità o alla violenza deve essere proibita dalla legge. Questo va letto e va applicato in parallelo all'art. 19 [...] sulla libertà di espressione [...]. Per applicarlo è fondamentale ricordare brevemente che c'è il piano di applicazione di Rabat [4, N.d.r.] che ci da un test soglia molto interessante che si compone di sei parametri, devono esserci tutti questi sei parametri per essere oltre quella soglie di illegalità stabilita dal diritto internazionale --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Quindi il diritto internazionale stabilisce che per essere considerato illegale (e quindi sanzionabile) un messaggio deve passare un "threshold test" composto da sei parametri [5] piuttosto rigorosi; questo test è fatto proprio per evitare che ci siano abusi contro la libertà di espressione, compresa la libertà di dire cose offensive. ...non perché all'ONU siano contenti che circolino messaggi offensivi, ma perché /concordare/ la "Convenzione internazionale sui diritti civili e politici" [3] è stato un /lungo/ e /faticoso/ lavoro e non è il caso - per dirla con Fabio - di arretrare nemmeno di 1cm rispetto a quel traguardo... che già ci sono seri problemi nella sua effettiva implementazione. Infine, secondo me il "Piano di Rabat" sul "hate speech" non è poi così difficile da implementare nelle varie legislazioni nazionali, quindi non vedo perché alcuni (molti, troppi?) governi debbano tergiversare. [...] Cordiali saluti, Giovanni. [1] https://en.wikipedia.org/wiki/Hate_speech [2] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-January/019855.html [3] https://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_internazionale_sui_diritti_civili_... articolo più completo in EN: https://en.wikipedia.org/wiki/International_Covenant_on_Civil_and_Political_... [4] https://undocs.org/A/HRC/22/17/Add.4 [5] https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/Hate-speech-threshold-test.aspx -- Giovanni Biscuolo «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>. .