...
vabbè mi sto perdendo. sull'argomento, consiglio "Rage inside the machine" che è un po' lunghetto in alcuni passaggi ma abbastanza chiaro in merito https://www.rageinsidethemachine.com/
"Smith reveals evidence that the mechanical actors in our lives do indeed have, or at least express, morals: they're just not the morals of the progressive modern society we imagined we were moving towards. Instead, we are beginning to see increasing incidences of machine bigotry, greed, segregation and mass coercion. It is easy to assume that this is the result of programmer prejudice or the product of dark forces manipulating the Internet." Questo assunto, in lista, ci è abbastanza chiaro ;) Fermo restando che sono d'accordo con quanto scrivi, "il paradigma dell'informazione non è adeguato alla biologia", "le relazioni fra biomi viventi non sono programmi informatici" ecc. Ma l'articolo, seppure con parallelismi non azzeccati (RAM/ROM mRNA/DNA) o come dici tu, "scorretti e fuorvianti" ha il merito di far capire un po' di biologia/genetica/medicina molecolare ad un informatico. L'autore non sta dicendo che in biologia ci sono bit e byte ma che il raggruppamento di nucleotidi in codoni è "simile" a quello dei bit nei byte, poteva fare altre similitudini ma per un informatico è di immediato recepimento. Così come il motivo per cui la sequenza del vaccino [1] inizia con i nucleotidi GA, Hubert li paragona alle due lettere che in ambiente MS-DOS identificano i marcatori del tipo di eseguibile, "MZ". In entrambi i casi permettono al "sistema" di predisporsi ad interpretare il resto del "programma" in un certo modo. Così come la sostituzione delle molecole di uracile con 1-metil-3'-pseudouridina (un aminoacido artificiale) trova una certa corrispondenza nei Trojan Horse, ovvero codice malevolo inserito dentro applicazioni apparentemente innocue. Insomma, pur con alcune inesattezze e accostamenti azzardati, mi sembra un buon esempio di divulgazione ad di fuori dell'ambito disciplinare specifico. Stiamo pur sempre parlando di virus, dei più semplici organismi della natura. Antonio [1] https://mednet-communities.net/inn/db/media/docs/11889.doc