I have earlier said that neuralbnetworks need not be programmed, and therefore can handle tacit knowledge.
Fatico ad immaginare una interpretazione di questa frase che abbia una qualche coerenza con la realtà. Le reti neurali vengono programmate. E anche la calibrazione (impropriamente chiamata training o learning) può essere considerata programmazione. Possiamo pensare ai dati come il codice che la rete neurale esegue come una sorta di virtual machine, cambiando progressivamente di stato. La selezione dei dati è evidentemente un modo di programmare tale macchina. Un modo grossolano che rinuncia alla creazione di un modello comprensibile del funzionamento futuro della virtual machine, ma sempre di programmazione si tratta. Quanto poi alla gestione di una conoscenza tacita, sono un po' basito. La conoscenza tacita (non espressa) esiste solo nella mente di chi la possiede. Ciò che manipolano le macchine sono mere rappresentazioni trasferibili di informazioni (anche detti "dati"): in quanto rappresentazioni, non sono tacite ma, al limite, involontarie ed inconsapevoli. Daltronde in quanto rappresentazioni, sono inevitabilmente distinte, diverse da ciò che rappresentano (ovvero l'informazione, non il suo oggetto). Se questa è la comprensione della AI (e dell'informatica in generale) su cui si basa l'autore, mi sorprende che sia riuscito a giungere alla (pur ovvia) conclusione che la AGI non è possibile. Giacomo