A dire il vero - ma mi riservo di controllare meglio - non e` che qualcuno ha "messo le mani su ICANN", almeno non nel senso che quanto successo sia un'eccezione alla regola - al piu` un'eccezione alla pratica. ICANN e` un'organizzazione californiana, soggetta alle leggi californiane e federali (degli Stati Uniti). Sia i registries (le organizzazioni che gestiscono i "top level domain") che i registrar (tramite i "registrar accreditation agreements" o RAA) hanno degli accordi con ICANN, in cui vi sono clausole che - ancora, mi riservo di controllare meglio - possono essere usate per bloccare, trasferire o cancellare domini di primo o secondo livello. (Discorso un po' diverso per quanto riguarda i cosiddetti "country-code top level domains", come .it, .uk, .de eccetera, che non sempre hanno un "contratto" con ICANN dato che spesso afferiscono a delle autorita` pubbliche, non necessariamente inclini a stringere accordi con una piccola organizzazione statunitense. Una volta il legale di DENIC, che gestisce .de, mi disse "we may be in agreement with ICANN, but we do not have an agreement with ICANN" :) Il problema, dal mio punto di vista, e` tutto nel fatto che ICANN non e` un'organizzazione internazionale, almeno nell'accezione strettamente legale del termine. La recente "Affirmation of Commitments" tra ICANN e il Department of Commerce degli Stati Uniti, che ha rimpiazzato il precedente "Joint Project Agreement", contiene molti riferimenti alla necessita` di ICANN di "internazionalizzarsi", anche se non e` del tutto chiaro cosa cio` possa significare in pratica. Per quanto riguarda l'assalto ai router BGP e il controllo di Regional Internet Registries e Autonomous Systems: la prima pratica (filtraggio tramite alterazione degli annunci BGP) e` pratica oramai abbastanza comune (Pakistan e Cina vengono subito in mente, ma non dubito che altri paesi l'abbiano fatto o lo faranno). La seconda pratica non e` ancora diffusa, anche se la recente proposta dell'ITU di diventare una sorta di RIR per assegnare indirizzi IPv6 ai propri stati membri sembra denotare l'intenzione degli Stati di avere un controllo piu` diretto in materia. In ogni caso, RIRs, router BGP e AS non vivono nel limbo, ma sono gestiti da organizzazioni che rispondono a leggi nazionali - con i soliti problemi nella scelta della giurisdizione. In ogni caso, per restare sul tema ICANN, segnalo che presto scadra` il cosiddetto "contratto IANA", finora assegnato dal governo USA proprio ad ICANN. Si tratta di un passaggio importante, dato che dalla "funzione IANA" dipende l'assegnazione dei blocchi di indirizzi IP e dei numeri degli AS. Altrettanto importanti sono le iniziative in tema di "secure routing" - introduzione di una Public Key Infrastructure per firmare e verificare gli annunci BGP di routing inter-dominio - dato che, cosi` come per DNSSEC, avremmo una gerarchia di "fiducia" e delle entita` che avrebbero il potere di invalidare le firme digitali assegnate ad un AS. Si tratta di un argomento affascinante ma non semplice da sintetizzare. In ogni caso, a mio parere, l'ipotizzare - come mi pare, ma magari mi sbaglio, che Paolo implichi - una "eccezionalita`" di Internet (nel senso dell'"Internet exceptionalism" su cui hanno scritto tra gli altri Goldsmith, Wu ed altri) non porta molto lontano. Meglio sarebbe assicurarsi che le leggi siano piu` ragionevoli, per esempio sul tema del "contributory infringement". Ciao, Andrea 2010/7/7 Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com>
Brutta storia quando si mettono le mani su ICANN in questo modo.
Qual è il prossimo passo, assaltare i BGP router e mettere sotto controllo dei governi i RIRs e gli AS?
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Ciao, Paolo
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