Non la vedo così negativamente, ma comunque sarebbe opportuno che i politici capiscano di più la tecnologia e la sua evoluzione, anche per evitare nuovi Red Flag Acts (http://www.britishmm.co.uk/brighton.asp) in un momento in cui la tecnologia informatica e telematica è chiaramente un possibile fattore chiave di sviluppo economico, oltre che individuale e sociale. V Il giorno 09/gen/2012, alle ore 12.11, Marcello Mustilli ha scritto:
Concordo con Bruno. Bloomberg che studia il codice mi fa l'effetto dei politici con l'elmetto in testa nei cantieri o sui fronti militari...
Marcello
vittorio zambardino ha scritto in data 08/01/2012 17:36:
Suvvia, suvvia. Se un politico fa seriamente il suo lavoro, il tempo per imparare il codice non c'è. Non è che la demagogia si produca solo da questa parte dell'atlantico, dai
Il giorno 08 gennaio 2012 16:27, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto: L'Italia digitale (e le tanto pubblicizzate "smart cities") dovrebbe passare anche da decisioni come questa:
http://idealab.talkingpointsmemo.com/2012/01/mayor-bloomberg-will-learn-how-...
Solo che voi riuscite ad immaginarvi Renzi, Fassino, Pisapia, Alemanno, ecc. che annunciano di voler imparare a programmare nel 2012? Spero di venir presto smentito, sarebbe splendido, ma in questo momento ammetto di fare parecchia fatica a immaginarlo....
Qualche sindaco lo facesse davvero, l'intero discorso sulle smart cities diventerebbe di colpo molto più credibile.
juan carlos
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