Ciao,
approfitto per riportare la mia esperienza di genitore di una studentessa di un primo liceo scientifico di Roma.
Senza chiedere nessun consenso, un giorno mi è arrivata la seguente mail:
"Gentile Genitore.
le comunico che è stato creato l'account alla posta del Liceo Cavour e ai servizi Gsuite per suo figlio/a.
la password è così composta: sezioneliceopincopallinonumeroordineregistro
1Aliceopincopallino3
La password dovrà essere modificata al primo accesso.
Cordiali saluti"
Ho risposto chiedendo gentilmente di verificare se la piattaforma utilizzata fosse a norma con le direttive europee in materia di privacy, corredando la mail con una serie di riferimenti al GDPR, alla Schrems II, al rapporto sulle violazioni della privacy di
Human Right Watch, etc.
In risposta alla mia mi è stata inviata l'informativa sulla privacy di Google, che, secondo la responsabile, avrebbe potuto fugare i miei dubbi. Nella stessa mail però, ed è questa la cosa importante, c'era scritto anche:
"In ogni caso, se Lei ritenesse rischioso per sua figlia l'utilizzo di questa piattaforma, può benissimo non dare il Suo consenso. I docenti organizzeranno il proprio lavoro anche tenendo conto della Sua scelta."
A seguito di questo scambio la responsabile ha scritto alla coordinatrice di classe, con me in copia:
"ti informo che il genitore della studentessa XXXXXXXX non ha acconsentito all'utilizzo della Gsuite per la propria figlia.
Ti chiedo la cortesia di informare i colleghi del Consiglio di Classe.
Se su Classroom dovessero essere assegnate attività o inseriti documenti, vi chiedo la cortesia di farli avere all'alunna per le vie brevi, ad esempio utilizzando delle fotocopie.
Tenete anche conto che la studentessa non è in possesso della mail istituzionale."
Vi sembra una strada da proporre anche ad altrie che potrebbe smuovere le acque?
buon tutto
--
Maurizio "Graffio"
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