Caro Raffaele, per me le nostre posizioni sono più che conciliabili: sono di fatto equivalenti. Per quanto mi riguarda io sono favorevole ad includerle nella richiesta al governo. Ma mi rimetto comunque a quanto concorderemo. Se parliamo di Cloud, suggerirei di parlare di una "Community Cloud" di proprietà e controllo della PA Italiana. Ciao, Davide On 23/12/20 17:39, Angelo Raffaele Meo wrote:
mi rivolgo sopratutto a Davide e Giacomo che mi hanno insegnato tante cose con quanto hanno detto nel loro interessante dibattito. Sto pensando sopratutto al cloud. Ne parliamo nella nostra richiesta al Governo? Sono conciliabili le vostre posizioni? Cloud pubblico o privato? ecc, ecc, Frazie molte!!!!! Raf
Il 23/12/20 10:13, Angelo Raffaele Meo ha scritto:
carissimi, chiedo scusa a tutti. Nel raptus che mi ha indottp a mandare decine di mail a amici e associazioni per concordare un messaggio pro freesw al Governo, sono incappato in un virus tedesco che manda centinaia di messaggi a indirizzi tedeschi per me incomprensibili (direi, messaggi di marketing, ma non vi mando un campione per non rischiare di infetttare anche voi). Così ogni tanto ricevo un centinaia di messaggi dal gestore della mia posta (o postmaster) che arrivano dai destinatari dello spam. La cosa più grave è che ho perduto l'intera posta di ieri con moltissimi messaggi a cui ho il dovere e piacere di rispondere. Spero che i sistemisti del Poli mi risolvano presto il problema. Scusate la mia assenza per un po'- Raf
Il 23/12/20 09:17, D. Davide Lamanna ha scritto:
On 23/12/20 01:02, Giacomo Tesio wrote:
On Tue, 22 Dec 2020 18:48:05 +0100 D. Davide Lamanna wrote:
Il cloud, come modello architetturale, è l'antitesi del software libero. Wow! Che frase apodittica! Potresti spiegarla? Semplicemente il cloud impedisce l'accesso al software in esecuzione,
Falso.
Impedire l'accesso al software è una *scelta*, non un *requisito* del Cloud Computing.
I fornitori di Public Cloud di fatto si comportano come dici tu. Per scelta.
Ma io posso farmi il mio Private Cloud e dare accesso a tutto il codice sorgente, sia quello applicativo ospitato dalla mia cloud, sia quello infrastrutturale con cui ho costruito la mia cloud stessa. OpenStack, Kubernetes, Ansible, Docker, GitLab, sono tutti a codice sorgente aperto, ad esempio.
Eseguire un software su un computer inaccessibile sotto il controllo fisico di qualcun'altro può essere economico e comodo, ma di certo NON sicuro o libero.
Esatto. E' proprio per questo che il Public Cloud è il male assoluto, mentre il Private Cloud è una scelta di autonomia e di libertà.
Poi certo, un cloud pubblico come quello che proponesti al GARR sarebbe molto migliore di un cloud privato in mano ad una multinazionale straniera, soprattutto per le pubbliche amministrazioni. E' esattamente il contrario! [...] La confusione viene dall'uso che facciamo in italiano... No, nessuna confusione: io stavo proprio scrivendo in italiano! ;-)
Pubblico:https://www.treccani.it/vocabolario/pubblico1/ Privato: "sottratto al pubblico" (:-D)
Se parliamo di Cloud Computing, Public e Private hanno significati ben precisi, non possiamo usarne di altri senza fare confusione.
Io sto dicendo che "il cloud", l'affidamento dei servizi informatici di una organizzazione cibernetica a terzi, ha senso SOLO fra soggetti pubblici.
Il cloud NON è l'affidamento di servizi informatici a terzi. Quello è il Public Cloud. Il Private Cloud (che è sempre Cloud Computing) è una modalità di gestione dei propri assett fatta da se stessi.
Anche io (e penso tutti e tutte qui) sono convinto che le organizzazioni, specialmente quelle pubbliche, dovrebbero gestire in proprio l'IT. Quello che aggiungo a quanto dici tu è: facciamolo in modalità cloud, Private Cloud. Godendo dei vantaggi del Cloud insieme a quelli del Free Software e della Privacy. Nel caso che riporti, quello in cui più organizzzazioni si dotano di una struttura cloud in proprio, come può essere l'ecosistema della PA, si parla di Community Cloud.
Le parole sono importanti (cit.). A queste parole, corrispondono delle tecnologie molto sofisticate. E open, ovviamente.
Ma non può costituire l'obiettivo ultimo. [...] E' un obiettivo importante e imprescindibile in questa fase storica. Oggi è uno strumento imprescindibile, hai ragione. Se avessimo avuto l'infrastruttura che Giuseppe Attardi aveva proposto al GARR, milioni di studenti italiani non sarebbero stati profilati attentamente da Google, Microsoft e compagnia.
Certo. Tutti noi lo pensiamo questo. C'è un piccolo problema: quella infrastruttura non è sufficiente al fabbisogno delle scuole italiane, di almeno un paio di ordini di grandezza (stima fatta dal GARR stesso). Per questo stiamo suggerendo di estendere quella infrastruttura. Ci vogliono i denari. Tanti. E le competenze. Tantissime.
Ciao,
Davide