Ciao Alfredo ed Enrico. Come ogni altro scritto, ogni programma determina una comunicazione asincrona fra esseri umani: programmatori, utenti, amministratori di sistema... Contrariamente alle altre espressioni testuali, il programma determina una comunicazione interattiva (in apparente contraddizione con la sua natura asincrona). I canali di questa comunicazione sono simultaneamente il codice, la configurazione, l'interfaccia grafica etc... Ed è divertente pensare come spesso i messaggi veicolati lungo questi canali siano contraddittori. In qualunque caso, per la stragrande maggioranza delle persone, oggi, si tratta di una comunicazione inafferrabile non dissimile dal latinorum con cui Don Abbondio cerca di calmare Renzo. La differenza è che Renzo non si lascia abbindolare. Il 25 Novembre 2024 21:39:25 UTC, Enrico Nardelli ha scritto:
L'idea che una sola delle "due culture" umanistica o scientifica sia o debba essere predominante sull'altra ci impedisce di avere quel progresso che è alla nostra portata.
La stessa distinzione è anacronistica. L'informatica è una disciplina umanistica, esattamente come la matematica e la filosofia (che ne fanno parte). Una classificazione meno novecentesca distinguerebbe - discipline storiche (storia, letteratura, arte, musica, sociologja etc...) atte a comprendere il presente - discipline informatiche (informatica, matematica, statistica, filosofia, economia) atte a comprendere la mente umana - discipline scientifiche (fisica, chimica etc..) atte a comprendere il creato - discipline tecniche (ingegnerie varie, falegnameria, meccanica, idraulica, architettura etc...) atte a costruire il futuro Purtroppo l'informarica è ancora ai primordi e i cultori delle altre discipline credono di poterla ignorare. Che è come se un avvocato o un filosofo sostenessero di poter ignorare l'alfabeto. Giacomo