On Mon, May 10, 2021 at 1:04 AM Italo Vignoli <italo@vignoli.org> wrote:
I dati sono forniti sito Statista, che è normalmente attendibile, e sono
basati sulle ricerche degli analisti (ma la fonte non è disponibile se
non acquistando i dati stessi).

Una fonte è Gartner, citata qui (dati del 2017-18)
https://www.ciodive.com/news/Google-Microsoft-Office-collaboration/571740/

> La domanda nasce dal fatto che --/sulla base del mio personalissimo
> campione statistico [qualche decina di migliaia di studenti ed un
> migliaio fra docenti e personale di un Ateneo + una decina di miei
> "omologhi" con cui mi confronto con una certa regolarità]/-- la quota di
> mercato delle suite di Office Automation "classica", viene costantemente
> erosa dalle soluzioni "cloud" (a partire da quella di Google).

Esperienza confermata da quello che dice Gartner. Google Workspaces (non si chiama più Apps) ha una fetta minuscola del mercato ma in crescita.

Sul tema lock-in, il formato del file secondo me è diventato irrilevante: se tutto quello che scrivi sta in un browser, archiviato in un sistema che ti mostra i contenuti in qualsiasi momento, da qualsiasi postazione, mobile, fissa, fruibile con gli occhi o dettata.. che te frega se il formato del file sotto è OOXMLvX, ODT o altro? Come chiedersi se il filesystem è NTFS o ext4: da utente medio mi interessa che sia accessibile e sicuro. I formati erano molto più rilevanti nel decennio scorso. Lo sono ancora in alcuni ambiti, sicuramente, ma nel futuro vanno a scomparire.

I lock-in ancora rilevanti sono quelli culturali e gli effetti rete: l'utente finale, chi scrive una relazione geotecnica, una volta che si è fatto i suoi modellini su Excel, due script VBA... Quello resta su Excel e Word, finché il dolore di restare su Microsoft non supera la pena di riscriversi i modelli in Python su LibreOffice. Ma a quel punto, mi sa che se li porta su Google Workspace così integra anche appuntamenti, videochiamate, indirizzario e collabora coi colleghi. LibreOffice credo sia limitato agli ambiti di sopra, quelli dove ancora si salva il file sulla scrivania del desktop: ancora un po' di giri di innovazione e via, scompare anche quello.

E qui sta il nocciolo del "cloud" (SaaS): con le applicazioni nel browser, il lock-in viene da effetto rete, dalla capacità di scambiarsi dati e collaborare con altri senza limiti di sistema operativo. Un effetto positivo di questa capacità è che da decenni continuo a poter usare un desktop Ubuntu per lavoro, qualunque sia l'azienda: Mac, Windows o Linux, tutte le applicazioni SaaS funzionano allo stesso modo. Però sono tutte soluzioni proprietarie.

/stef