On Thu, 8 Oct 2020 08:24:40 +0200 Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> wrote:
Ieri sono stato completamente ipnotizzato dall'ascolto dell'hearing della corte suprema americana con gli avvocati dei contendenti e del governo federale. Consiglio l'ascolto a tutti i legal/license geek che ci leggono:
https://www.c-span.org/video/?469263-1/google-v-oracle-america-oral-argument
Interessante in effetti, grazie davvero della segnalazione. Francamente, le argomentazioni di Google non ti sembrano piuttosto fragili? Parliamo di 600 pagine di API copiate di sana pianta. Secondo Google è fair use perché, in 10 anni, ha permesso a milioni di sviluppatori di arricchire un suo Walled Garden. Quanto al fatto che non si potessero scrivere in un'altro modo, sappiamo tutti che non è vero: potevano riprogettare le interfacce da zero ANCHE continuando ad usare lo stesso linguaggio ma, ovviamente, si sarebbero trovati a competere per gli sviluppatori sullo stesso piano di Apple e Microsoft, mentre loro VOLEVANO batterli attraendo orde di programmatori Java già belli che formati. E poi... il FUD nell'appello finale non ha prezzo. Chissà se i giudici saranno così autoreferenziali da credere di poter distruggere l'informatica tutta con una sentenza... Sia chiaro: il Copyright è incompatibile con la democrazia. Ma un'API è codice QUANTO le sue implementazioni. E' come se Google avesse scritto un sequel di Harry Potter sostenendo che si tratta di fair use perché in 10 anni è stato letto gratuitamente da miliardi di lettori (sulla sua piattaforma di sorveglianza, fra un Ad "etico" e l'altro). Giacomo