Grazie. La funzione di un sistema è ciò che il sistema fa. Per far rispettare i diritti già giuridicamente tutelati, non serviva alcun AI Act. La funzione dell'AI Act è demolire alcuni diritti fondamentali. Non riesce a farlo, per ora, solo perché restano vigenti altre norme, contro le quali si rivolge ora, con subdoli pretesti, l'attacco. L'impostazione teleologica è una scelta. Nessun diritto fondamentale sopravvive a un'impostazione teleologica. Faccio solo un esempio: entro un'impostazione deontologica, sistemi progettati per farmi fare, tramite tecniche subliminali, ciò che non voglio fare e che non farei se non fossi stata manipolata, sono vietati. Punto. Entro un'impostazione teleologica, simili sistemi sono vietati solo se causano un danno significativo. Quindi sono leciti se il più forte riesce a sostenere impunemente che li ha costruiti e immessi sul mercato per il nostro bene. Di seguito la previsione dell'AI Act, che fa propria, ovviamente, la seconda opzione. Non si tratta di un errore di giudizio: "Articolo 5 Pratiche di IA vietate 1. Sono vietate le pratiche di IA seguenti: a) l'immissione sul mercato, la messa in servizio o l'uso di un sistema di IA che utilizza tecniche subliminali che agiscono senza che una persona ne sia consapevole o tecniche volutamente manipolative o ingannevoli aventi lo scopo o l'effetto di distorcere materialmente il comportamento di una persona o di un gruppo di persone, pregiudicando in modo considerevole la loro capacità di prendere una decisione informata, inducendole pertanto a prendere una decisione che non avrebbero altrimenti preso, in un modo che provochi o possa ragionevolmente provocare a tale persona, a un'altra persona o a un gruppo di persone un danno significativo;" ________________________________________ Da: nexa per conto di Giuseppe Attardi Inviato: giovedì 31 luglio 2025 09:04 Ho sempre sostenuto e contestato direttamente anche a voce con i relatori dell’AI Act, che l’impostazione della norma fosse sbagliata. Invece di definire dei diritti, come stabilisce la GDPR, indipendentemente dal modo con cui questi diritti possano essere violati, l’AI Act ha un approccio “risk based”, in cui si elencano le applicazioni che producono danni. Questo comporta complicazioni burocratiche come l’introduzione dell’AI Office per mantenere aggiornato l’elenco. Sono quindi pienamente d’accordo con questa critica: The AI Act's approach to the protection of fundamental rights is based on a profound misconception of the law: for the law to protect a right means to protect against the violation of that right, as Mireille Hildebrandt reminds us, and harm is by no means a condition for the violation of a fundamental right. Under the AI Act's harm approach to fundamental rights impact assessment, fundamental rights can be violated with impunity as long as there is no foreseeable harm. Requiring only a risk impact assessment is like being satisfied with asking whether a despot is benevolent or malevolent: freedom, understood as the absence of domination, is lost whatever the answer. Purtroppo ogni volta che ho sollevato questa obiezione di fronte a dei giuristi, tutti hanno sminuito la questione, dicendo che dietro ogni legge ci sono dei diritti. Peccato che quei diritti non siano espressi né indicati esplicitamente nell’AI Act. Quindi come si fa a fare capire questo errore originale di impostazione di una norma che tutti lodano indiscrminatamente? — GA > On 30 Jul 2025, at 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: > > Send nexa mailing list submissions to > nexa@server-nexa.polito.it > > To subscribe or unsubscribe via the World Wide Web, visit > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa > or, via email, send a message with subject or body 'help' to > nexa-request@server-nexa.polito.it > > You can reach the person managing the list at > nexa-owner@server-nexa.polito.it > > When replying, please edit your Subject line so it is more specific > than "Re: Contents of nexa digest..." > > > Today's Topics: > > 1. R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato > dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)" (Daniela Tafani) > > > ---------------------------------------------------------------------- > > Message: 1 > Date: Wed, 30 Jul 2025 09:27:22 +0000 > From: Daniela Tafani > To: Giacomo Tesio , "nexa@server-nexa.polito.it" > , 380° > Subject: [nexa] R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato > dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)" > > Buongiorno, 380°, > > ________________________________________ > Da: nexa per conto di 380° via nexa > >> non me ne vogliano i membri e i sostenitori del GPDP ma >> l'istituzione è decisamente troppo presa sul serio; dire che le >> aspettative nei confronti del GPDP sono illusorie è eufemistico. > > > Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le istituzioni che almeno in parte lo tutelino > dovrebbero forse essere prese più sul serio, non meno (anche se capisco il senso della tua nota). > > E trovo eloquente il fatto che le prenda molto sul serio chi si sobbarca la fatica di lavorare per cancellarle. > Ne ho scritto qui: > > GDPR could protect us from the AI Act. That's why it's under attack > > > Un caro saluto, > Daniela >