Ora "giacomo si imbizzarrisce" (cit. karlessi :-D) Caro Enrico, ho letto le tue argomentazioni: Il 15 Gennaio 2025 09:39:51 UTC, Enrico Nardelli ha scritto:
Non sono però d'accordo sul fatto che il termine da usare sia "intelligenza artificiale" (e non capisco bene l'argomentazione espressa nell'intervista) ritenendo più giusto (e anche più etimologicamente corretto) "intelligenza meccanica" come ho argomentato qua https://www.startmag.it/innovazione/intelligenza-artificiale-o-meccanica-que...
Anche ammesso che un cuore meccanico svolga la funzione di un cuore, di solito viene definito "cuore artificiale" <https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cuore_artificiale> Poi, nella locuzione "IA" non è l'artificialità a confondere, ma il riferimento ad una facoltà tipica dell'uomo che l'artefatto (il software) dovrebbe essere in grado di _sostituire_. Il cuore artificiale infatti sostituisce un cuore malato. Davvero la "intelligenza artificiale/meccanica" sostituisce un'intelligenza malata? Secondo quali criteri? Poi mammiferi, uccelli, rettili, pesci.. tutti hanno un cuore, ma solo gli esseri umani sono intelligenti. Da questo punto di vista, la locuzione "cervello elettronico" fornirebbe una metafora analoga a "cuore meccanico", ma pur essendosi diffusa ben prima di "intelligenza artificiale", causa ormai ilarità o sarcasmo in chiunque abbia mai avuto a che fare con un computer. In qualunque caso, che li chiamiamo "intelligenze artificiali" o "intelligenze meccaniche", questi software _non_ svolgono la funzione dell'intelligenza. Non solo perché mancano di emozioni o creatività: non dispongono nemmeno di razionalità o logica, indipendentemente dalla loro assenza di fisicità. Anche quando restituiscono una definizione corretta di numero o di implicazione logica, non ne hanno alcuna comprensione. Anche se li si programma affinché restituiscano il numero giusto di "r" in "strawberry", non sanno cosa significhi quel numero. Non sono dunque nemmeno intelligenze esclusivamente razionali, come dici nel tuo articolo. Non sono proprio intelligenze. Dijkstra, che menzioni nel tuo articolo, scriveva: ``` The Fathers of the field had been pretty confusing: John von Neumann speculated about computers and the human brain in analogies sufficiently wild to be worthy of a medieval thinker and Alan M. Turing thought about criteria to settle the question of whether Machines Can Think, a question of which we now know that it is about as relevant as the question of whether Submarines Can Swim. ``` <https://www.cs.utexas.edu/~EWD/transcriptions/EWD08xx/EWD898.html> Dal punto di vista scientifico, il fatto che le macchine possano pensare è irrilevante. Il fatto che ne dobbiamo discutere rivela lo stato di sudditanza intellettuale cui si è ridotta la ricerca scientifica (se possiamo ancora chiamarla così). E lo stato patetico dell'informatica ai primordi.
D'altro canto, mi è chiarissimo che ormai ce l'abbiamo e ce lo dobbiamo tenere, almeno fino a quando il baricentro del potere mondiale rimarrà negli USA.
Eppure cambiamo continuamente linguaggio. Ricordo ancora quandi era comune chiamare "mongolo" un ragazzo affetto dalla sindrome di Down. Poi "handicappato". Poi "disabile". Poi "diversamente abile". Nel giro di pochi mesi milioni di sviluppatori hanno rinominato il branch predefinito di migliaia di progetti da "master" a "main" perché gli Americani si vergognano della propria storia e cercano di cancellare ogni parola che possa ricordargli il proprio passato da schiavisti e razzisti. Con "buona pace" del proprio presente. Perché non iniziare dunque a stigmatizzare (almeno in senso figurato) chi parla di "intelligenza artificiale" fuori dal dominio della fantascienza, diffondendo alienazione ed avvelenando il discorso pubblico? Chi sfida esseri umani a fare riassunti migliori di ChatGPT o gli fornisce in input questionari pensati per studenti, confrontando i suoi output con le loro risposte. Più in generale, chi si permette di confrontare persone e oggetti, ponendole sullo stesso piano. Verrà certamente un giorno in cui gli USA si vergogneranno anche del male che hanno fatto a milioni di persone e milioni di ragazzi in particolare. Così come verrà il giorno in cui si vergogneranno per il supporto che hanno dato al genocidio in corso a Gaza. Aiutiamoli ad accorciare i tempi! :-) Giacomo