Molto interessante e (per me) largamente condivisibile.
Fortunatamente molta tecnologia di connessione ha la potenzialità di lavorare in più direzioni, non solo per mettere in contatto tramite la piattaforma consumatore con distributore, ma anche i lavoratori tra di loro. Chiaramente questa possibilità è accuratamente evitata, ma potrebbe essere imposta dalla legge
Questa è una ottima idea, ma: - va sviluppata con profonda competenza tecnica o nel lungo periodo rischia di produrre più danni che benefici - va integrata in una cultura collettiva orientata alla collaborazione degli individui, non alla loro competizione. Una delle cose che ho spiegato ai bambini parlando di protocolli di comunicazione è che affinché due computer (o due programmi, o due individui) possano comunicare sono necessari: - un linguaggio condiviso - un canale accessibile ad entrambi - volontà di comunicare WhatsApp ad esempio utilizza il protocollo XMPP, disporrebbe dunque del canale e del linguaggio per federarsi con gli altri server, ma non VUOLE comunicare con essi. Ma la stessa cosa vale per gli esseri umani: disporre di un canale di comunicazione è condizione necessaria ma non sufficiente perché la comunicazione avvenga.
E’ libero chi sceglie, consapevolmente, le proprie azioni, mentre non può essere davvero libero chi si adatta passivamente alla struttura dei rapporti sociali, economici, e politici indotti dalla piattaforma tecnologica generale, vista come nuova natura ed a sé sovraordinata. [...] In ultima analisi l’obiettivo dovrebbe essere il potere di essere considerati nello sviluppo stesso delle tecnologie e delle soluzioni.
Su questo, secondo me, l'autore è estremamente ingenuo. Non esiste "il potere di essere considerati" in Politica. Esiste il diritto di fare Politica. Ed il diritto ad un'Istruzione capace di garantire una piena cittadinanza. Analogamente non esiste "il potere di essere considerati" nella Tecnologia. Esiste il diritto di creare la Tecnologia che vogliamo. Ed il diritto ad un'Istruzione capace di garantire una piena cittadinanza nel mondo cibernetico in cui viviamo. Possono essere davvero Liberi solo coloro che sanno come ideare, realizzare e modificare le tecnologie di cui parliamo. Coloro che ne comprendono il funzionamento, sono capaci di identificarne i difetti, debuggarne il codice e correggerli. Coloro che di conseguenza sanno scegliere consapevolmente quali tecnologie usare e quali evitare sulla base di considerazioni che vanno al di là della loro utilità immediata. L'idea di delegare l'innovazione tecnologica ad altri è simile a quella di delegare la scrittura e la lettura ad altri. Di scegliere l'analfabetismo. Suona meno ridicola solo perché l'Informatica è ancora ai primordi. Giacomo