Non so come facesse ad evitare i ciarlatani, ma ho due ipotesi:
Capisco che può sembrare azzardato ma quello che per te è un ciarlatano per gli altri può essere un pioniere, un innovatore (faccio la parte del diavolo, l'avrai capito). Tornando ad Olivetti quando assunse un giovanotto un po' sbruffone che al loro primo incontro si permise di contrastarlo, con Olivetti che esaltava i laburisti inglesi di Clement Attlee e quell'altro, avendo vissuto a Londra, sosteneva che le riforme puramente giuridiche, come le nazionalizzazioni, non mutavano in meglio il vissuto operaio. Bene, chiunque altro avrebbe definito quel giovane un ciarlatano, l'ingegnere Adriano, no. Quel giovane si chiamava Franco Ferrarotti e da quel momento sarebbe stato un suo valido collaboratore. Antonio