Il giorno 9 febbraio 2018 16:24, Vincenzo Mario Bruno Giorgino <vincenzo.giorgino@unito.it> ha scritto:
Pur con tutti i limiti che man mano scopriamo e scopriremo, tuttavia non vedo perchè considerare non praticabile usare le tecnologie d'archiviazione distribuita (TAD o blockchain) per i commons, come già alcuni progetti europei stanno facendo,. Tra l'altro, se non sbaglio, in uno c'e anche Polito.

L'acronimo TAD mi e' nuovo. Google non mi dice molto in proposito. A che tecnologie ti riferisci?
Il termine blockchain purtroppo no.

Anzitutto il punto non e' l'archiviazione ma il considerare proprietà comune le informazioni (identificabili o anonime) generate dalle persone durante la loro vita. 
Che vengano poi archiviati sul cloud, su un disco fisso o su filecoin poco importa. 
Le informazioni su di me sono mie. Dovrebbe essere ovvio che per utilizzarle a qualsiasi scopo devi avere un permesso esplicito (a meno che non siano di interesse pubblico e tu non sia un giornalista).


Nel merito dell'archiviare attraverso blockchain, ricorda: non esiste la blockchain, solo una enorme struttura dati copiata su tanti computer.
Vale quanto vale per il cloud: i tuoi dati (foto, video, documenti...) non sono mai "sul cloud" (o "sulla blockchain"), ma sul computer di un altro (o di altri, per la blockchain).

Altro limite intrinseco della tecnologia blockchain e' l'enorme spreco di energia.
Etica a parte, non e' molto furbo archiviare su una piattaforma che non e' economicamente sostenibile sul lungo periodo, visto che l'archiviazione ha come scopo proprio mantenere i dati disponibili nel lungo periodo.


Giacomo