Caro Maurizio, Per i giuristi, il problema consiste nell’uso di categorie ambigue e dai contorni “elastici” per definire nuove forme di attività illecita o comunque meritevole di sanzioni. Un caso di scuola è la nozione di “domestic terrorism” introdotta dal legislatore USA con lo scopo dichiarato di rafforzare la sicurezza interna e poi usata per comprimere diritti fondamentali come il diritto a esprimere il dissenso. Il pericolo è che la “guerra alla disinformazione” promossa dall’UE segua un tragitto simile e, per questa ragione, alcuni giuristi prestano particolare attenzione ai segnali che provengono da Bruxelles. Aggiungo che, per chi studia questi fenomeni, la fonte più “autorevole” è spesso rappresentata dall’individuo che subisce (o ritiene di subire) una forma di discriminazione o censura, non il soggetto che la mette in pratica. Mi rendo conto che sia un tema delicato e di difficile trattazione, ma spero che vi sia occasione di discuterne insieme anche di persona. Cordialmente Maurizio Borghi Il giorno gio 12 gen 2023 alle ore 14:35 maurizio lana < maurizio.lana@uniupo.it> ha scritto:
caro Juan Carlos a monte di tutto c'è la credibilità del testimone. che in questo caso *ripetutamente*, *nel corso del tempo*, esprime posizioni disinformanti. e [1] non mi affido ad un disinformatore acclarato per sapere se l'EU si comporta bene o male rispetto all'AI.
normalmente arrivato a [1] passerei ad altro ma ho comunque speso del tempo per leggere il documento linkato e [2] è un cavallo di Troia: attraverso un discorso costruito sulle critiche all'uso pervasivo dell'AI, e alla prepotenza dei GAFAM, (con argomenti e argomentazioni ormai perfino banali, le conosce anche il mio gatto) fa acquisire al lettore un attacco violento alle intenzioni e capacità regolatorie dell'EU. capacità di cui Chudov riconosce stizzito che arrivano ad influenzare il resto del mondo ("The EU succeeded at forcing extraterritorial websites to comply with the EU’s directives on disinformation"). queste "EU’s directives on disinformation" nel link (The Verge) citato da Chudov in che cosa consistono? commitment to:
- create searchable libraries for political adverts - demonetize fake news sites by removing their advertising revenue - reduce the number of bot networks and fake accounts used to spread disinformation - give users tools to flag disinformation and access “authoritative sources” - give researchers “better and wider access to platforms’ data” - work closely with independent fact-checkers to verify information sources
per uno che produce disinformazione sul Covid, è ovvio che qualsiasi azione strutturale per contrastare la disinformazione sul Covid sia terribile. concludendo: non vado a chiedere informazioni ad un notorio venditore di informazioni false.
sicché la mia posizione 1) è certo una decisione soggettiva ma ciò non implica che essa sia priva di valore di verità (verità anche "solo" in termini aristotelici: "dire di ciò che è che è, o di ciò che non è che non è, è vero") e che non abbia un interesse collettivo; 2) è una decisione logica: perché in termini generali "conclusioni che anche apparissero vere ma che partono da premesse false non danno luogo ad un ragionamento valido", e non lo dico io la ma logica classica; e in termini esistenziali la premessa falsa è il comportamento stabilmente disinformante; la conclusione non affidabile è ciò che dice qui e ora la persona stabilmente disinformante.
il mondo è così ricco di informazione valida che non ha senso perdere tempo per vedere se un notorio disinformatore si trova a dire 1 cosa vera, la stessa cosa vera che trovo detta anche da altri che sono veritieri e non disinformanti, con i quali a parità di tempo trascorso con loro acquisisco un maggior numero di informazioni vere. e poi se la cosa vera -come ho detto sopra- è usata come espediente retorico per costruire un'argomentazione falsa camuffandola per globalmente vera, che cosa resta di quell'1 cosa vera?
[ahahhaaa! ho dato un sacco di materiale per nutrire lo spiritello contro-a-prescindere che da un po' langue in questa lista :-)) ]
Maurizio
Il 12/01/23 09:55, "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> <demartin@polito.it> ha scritto:
Date: Thu, 12 Jan 2023 09:55:06 +0100 From: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> <demartin@polito.it> To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] Igor Chudov 'Allowing AI to "Shape Public Discourse", is Dangerous to Humanity' Message-ID: <afd9e7c4-2b66-e9a7-e50c-81fa85930c69@polito.it> <afd9e7c4-2b66-e9a7-e50c-81fa85930c69@polito.it> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
Scusa, Maurizio, ma c'è un punto che non capisco. Premesso che ciascuno di noi può legittimamente decidere - in assoluta libertà - se e quanto prestare attenzione a ciò che esprime una persona utilizzando tutte le informazioni disponibili, e quindi è legittimo decidere di non voler prendere in considerazione quello che la persona X ha scritto su Y a causa di sue posizioni su Z (o qualunque altro dato, per esempio che indossa spesso un/papillon/...), a me sembra che:
1. sia una decisione squisitamente soggettiva, senza alcun valore di verità e quindi senza particolare interesse collettivo;
2. ergo, non capisco perché tu invece la presenti come una decisione _logica_:/"perché conclusioni che anche apparissero vere ma che partono da // //premesse false non danno luogo ad un ragionamento valido."/ Quali premesse false? Il fatto che la persona X, in un qualche momento precedente, ha espresso cose che non condividiamo o che riteniamo infondate?
Chiedo davvero per capire.
On 12/01/23 09:08, maurizio lana wrote:
nel sito del signor Chudov si legge
Ivermectin's Effectiveness Proven Again; 72% Efficacy Rasmussen Survey on Covid Vaccine Deaths Proves Antivaxxers Right! Curbing Overpopulation: Bill Gates, George Soros, other Billionaires Convened to Make Plans in 2009
e altre cose dello stesso genere che chiunque può trovare in rete a firma Igor Chudov. per questo motivo io non ascolto quel che ha da dire su AI e EU, perché conclusioni che anche apparissero vere ma che partono da premesse false non danno luogo ad un ragionamento valido. e in effetti tutto il discorso di Chudov serve a far passare come difesa della libertà il suo attacco alle strategie anti-disinformazione messe in atto dall'EU sia in generale sia rispetto al Covid. che sia necessario prestare attenzione agli strumenti scelti è ovvio che sì, ma che gli obiettivi siano deprecabili, no.
in tema di AI, tra i siti ospitati da substack.com segnalo quello di Gary Marcus (https://garymarcus.substack.com/). Maurizio
Il 11/01/23 12:00, Maurizio Borghi <maurizio.borghi@unito.it> <maurizio.borghi@unito.it> ha scritto:
Message: 1 Date: Wed, 11 Jan 2023 10:05:55 +0100 From: Maurizio Borghi<maurizio.borghi@unito.it> <maurizio.borghi@unito.it>To:nexa@server-nexa.polito.it Subject: [nexa] Igor Chudov 'Allowing AI to "Shape Public Discourse" is Dangerous to Humanity'
Una lettura interessante su un tema che merita molta attenzione, soprattutto in relazione al contesto europeo con l'entrata in vigore del Digital Services Act: https://open.substack.com/pub/igorchudov/p/allowing-ai-to-shape-public-disco...
------------------------------------------------------------------------ voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case p. levi, se questo è un uomo ------------------------------------------------------------------------ Maurizio Lana Università del Piemonte Orientale Dipartimento di Studi Umanistici Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
_______________________________________________ nexa mailing listnexa@server-nexa.polito.ithttps://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa