Caro Alessandro,

L'argomento per cui la normativa europea in materia di protezione dei dati personali è inadatta al mondo dei "Big Data" è molto diffuso, specialmente negli Stati Uniti, ma devo dire che non ho mai ben capito quali siano i problemi effettivi.

La definizione di "dato personale" a me pare abbastanza flessibile; il principio di "purpose limitation" può sicuramente essere di "intralcio", ma d'altronde nella normativa europea esistono diverse eccezioni e.g. per scopi di analisi statistica.

Se tutte le risposte si trovano nel paper che hai scritto, troverò il tempo di leggerlo; ma magari nel frattempo puoi anticipare qualche conclusione in merito? :)

Ciao,

Andrea

On Monday, February 29, 2016, Alessandro Mantelero <alessandro.mantelero@polito.it> wrote:
la normativa in materia di data protection ed i fondamenti culturali che la reggono sono ad oggi inadatti al dibattito sui big data. Il modello di base è infatti quello basato sul paradigma del singolo individuo, mentre i big data sono sempre più usati per l'analisi predittiva di massa e di gruppi di soggetti non individuati, ove è l'appartenenza al gruppo e non l'identità che rileva.
Da qui la ricerca di alcuni su possibili diversi approcci.
Se può servire è appena uscito questo lavoro sul tema a cui ho dedicato un po' di tempo...


Personal data for decisional purposes in the age of analytics: From an individual to a collective dimension of data protection
Alessandro Mantelero

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0267364916300280


A



On Mon, 29 Feb 2016 15:06:19 +0100
 Claudio Agosti <claudio.agosti@logioshermes.org> wrote:
ciao Andrea!

Grazie, la definizione che riporti mi aveva tranquillizzato quando stavo a
far sta riflessione paranoide :) perché cerca di anticipare degli abusi
indipendentemente dal come possono essere fati.

Mi ha fatto intuire che il legislatore abbia voluto proteggere dati
potenzialmente identificativi (es: alti 156cm, portatile pieno d'adesivi,
un neo dietro l'orecchio dx) che presi singolarmente non avrebbero senso,
ma in un gruppo ± ristretto di soggetti sia possibile identificare il
soggetto.

E' molto significativo che sottolinei la *potenzialità tecnologica*: io non
credo sia binaria nel momento in cui metti la statistica di mezzo.

Significa che se l'algoritmo di deep learning di google ha il 95% di
successo di correlare dati altrimenti insignificati per tutti gli altri: si
considera un sì o un no ? è il 95%, non è il 100. Quindi è un no ?

E per giudicarlo, aspettiamo che un whistleblower da MountainView si faccia
avanti, perchè altrimenti non c'è modo di saperlo ?

E' una domanda irrisolta, ma è uno dei due punti per cui non credo che
l'attuale dibattito sia veramente pronto agli effetti dei big data..

ciao,
Claudio

2016-02-29 13:18 GMT+01:00 Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>:

Caro Claudio,

Lascio che siano i veri esperti in lista a commentare con rigore, ma tieni
presente che la defin


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