> Quanti sanno "com'è"?sicuramente, una piccola frazione di quelli che presumono di saperlo :-)perché non diamo ascolto a chi su queste cose ha lavorato scientificamente a livello internazionale per una vita?sta qui in lista, si chiama @Giuseppe AttardiG.On Sun, 16 Apr 2023 at 17:55, alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> wrote:Facile essere d'accordo ma ... come "fare i conti" con qualcosa che non capisco come funziona?questo sistema è lì così com'è,Quanti sanno "com'è"?Qui origina "il disagio di collasso" perchè non è un'auto ma un "coso" che già oggi funziona come il nostro cervello, indirizza la nostra mente, le nostre scelte, i nostri comportamenti.CordialmenteDuccio (Alessandro Marzocchi)Date: Sun, 16 Apr 2023 17:14:15 +0200From: Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com>
To: Roberto Dolci <rob.dolci@aizoon.us>
Cc: "delromano@gmail.com" <delromano@gmail.com>, Nexa
<nexa@server-nexa.polito.it>
Concordo.
Bisognerebbe smetterla di ragionare su quello che ChatGPT dovrebbe essere o
ci piacerebbe che fosse (in sostanza: il front-end di una base di
conoscenza editabile, come d'altronde ce ne sono tanti) e ragionare invece
su quello che è, su come usarlo e con quali cautele, sul non usarlo e
perché, o sulla opportunità giuridica di impedire del tutto il suo uso.
Insomma, nel '900 qualcuno avrebbe potuto chiedere, o addirittura esigere,
che le autovetture fossero alimentate a biada, offuscando però il dibattito
sulla necessità di installare semafori in città. Questo è il pericolo che
vedo nella posizione del Garante italiano.
E' ovvio che siamo tutti a disagio davanti al fatto che la conoscenza
globale collassi in un solo sistema proprietario, e per di più
*intrinsecamente* allucinato.
Ma questo sistema è lì così com'è, e più che levare contro di esso grida
manzoniane, dovremo pensare seriamente a come farci i conti.
G.