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http://www.repubblica.it (14 marzo 2010)
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Un
piano per portare la Rete anche nelle zone più remote: da realizzare in dieci
anni
"La banda larga cambierà la vita quotidiana degli
americani: a casa, al lavoro, nelle comunità"
"Internet superveloce per
tutti"
negli Usa nuova sfida di
Obama
dal nostro inviato ANGELO
AQUARO
NEW YORK -
Il vostro collegamento Internet è troppo lento? Provate con il test gratuito sul
sito del governo. I provider non hanno mica il diritto di farvi pagare quella
cifra folle se non riescono a garantire il servizio: hanno preso anche i
contributi per raggiungere la vostra casa. Ricordate? Fino all'anno scorso
eravate in quel 30% non ancora servito dalla banda
larga.
Non sapete cos'è la banda larga? Non disperate: chiamate
i ragazzi dell'assistenza digitale e state certi che nel giro di due o tre
lezioni (gratuite) anche per voi la broadband, la banda larga, cioè l'Internet
superveloce, non avrà più misteri. Intanto rilassatevi: se siete stanchi del
solito chiacchiericcio tv, il superbox universale che collega la vostra
televisione a Internet vi permetterà di scegliere comodamente qualcosa di più
interessante. Pensate: avete un collegamento che è fino a 30 volte più veloce di
quello che di media usava qualche anno fa. E non è solo una questione di
rapidità: anche di sicurezza. Dio non voglia ma se siete in un'emergenza invece
di attaccarvi al telefono potete lanciare l'allarme via web: polizia, vigili del
fuoco e altri centri di pronto intervento sono collegati in un sistema di banda
larga iperprotetta.
i Barack Obama, cioè in una grande democrazia che ha
deciso di mettere ordine nel proprio sistema delle telecomunicazioni. Perché lo
standard della banda larga è l'unico che può garantire "la competitività della
nazione", come dice Julius Genachovski, il predicatore dell'"Internet come
servizio pubblico" che Barack aveva chiamato a fargli da consulente tecnologico
in campagna elettorale e oggi è il presidente della Federal Communication
Commission, l'Authority della comunicazione che presenterà martedì il suo "piano
decennale" al congresso. La banda larga porterà innovazione e posti di lavoro,
la banda larga farà viaggiare le informazioni scolastiche e sanitarie, "la banda
larga cambierà la vita quotidiana degli americani: a casa, al lavoro, nelle
comunità".
Il piano decennale è anche la spia del ritardo con cui
gli Usa si sono lanciati nell'affare broadband: grazie soprattutto alle
resistenze di un signore chiamato George W. Bush che si era più dedicato alla
distribuzione delle frequenze televisive che allo sviluppo di Internet come ben
comune (vi ricorda qualcuno?). Nella terra della Silicon Valley il web non è
quella scheggia che ti aspetteresti: per non parlare delle linee telefoniche non
reggono più il traffico di iPhone e smartphone.
Così per recuperare il ritardo ora gli Usa pensano in
grande e rilanciano. Naturalmente non sarà facile. Il New York Times dice che le
grandi corporation tv e telefoniche sono già sul piede di guerra. Il piano
prevede la centralità dell'internet superveloce come mezzo di comunicazione ai
danni di telefono e piccolo schermo: tutto passerà dalle frequenze oggi occupate
dalle tv e che andranno messe in parte all'asta per ripagare le spese
miliardarie che il progetto prevede.
Ma da Comcast, il gigante della tv via cavo,
all'At&T, il colosso dei telefoni, la resistenza è già partita. Proprio
Comcast, per esempio, è a capo di quella che Business Week chiama "la rivincita
dei ragazzi del cavo": l'offensiva per riportare il controllo sui contenuti tv
che la banda larga rischia di distribuire gratis. Ve la diamo noi Internet, dice
Comcast, che per l'occasione si è alleata con la rivale Time Warner per lanciare
Tv Everywhere: la tv gratis sul web, sì, ma se prima ti abboni al cavo. Sì, per
Obama anche la guerra per banda sarà più larga di quello che pensa.