Grazie Juan Carlos, grazie a Giorgio Ventre, per gli interessanti spunti di riflessione offerti al confronto in lista a partire dall'articolo di Cecchi e Rettore. Anche a chi - come il sottoscritto insieme ad altri si occupa da molto tempo di tecnologie nelle scuole - i dati citati da la Scuola in chiaro- denotando un quadro estremamente disomogeneo - fanno riflettere. Anzi, è proprio la "disomogeneità" la chiave di lettura che ci viene consegnata da un quasi ventennio di interventi per la diffusione digitale nelle scuole (dai Piani nazionali del MIUR della fine del secolo scorso al Forum della società dell'Informazione nella sua declinazione per le scuole all'Osservatorio Tecnologico troppo presto dimesso nonostante l'ottima lavoro svolto nei primi anni 2000 a tutte le iniziative più recenti). Ciò si manifesta - nonostante i molti tentativi svolti e l'importante ruolo svolto dal GARR - di avere tutte le scuole dotate di una buona connessione alla rete, affidabile e sicura, in grado di accedere ai servizi offerti dal GARR stesso e condizione necessaria per poter realizzare tutto ciò possa andare nella direzione di formare persone più preparate, consapevoli, curiose e desiderose di conoscenza (siano essere le flipped classroom o l'introduzione del coding dalle primarie o - la mia preferita - il superamento dell'apprendimento per silos verticali). Leggevo ieri sera che in Emilia-Romagna saranno 600 le scuole collegate a banda ultralarga e allo stesso tempo in molte realtà siamo ancora all'ADSL base: mi pare che sia il miglior esempio del molto lavoro che c'è da fare. Sarebbe interessante e stimolante creare le condizioni per un confronto libero e aperto su questi temi. Buona giornata a tutti Sergio Duretti Il 08/04/2015 11.45, J.C. DE MARTIN ha scritto:
Lo so che dò un dolore ad alcuni amici, ma purtroppo sono anni che la letteratura scientifica è piuttosto concorde nel ritenere che i benefici dell'ICT a scuola si manifestano solo in alcuni, limitati scenari. In tutti gli altri casi è meglio spendere i soldi per avere insegnanti migliori e remunerati dignitosamente, classi meno affollate, locali belli e sicuri, e scuole dotate di biblioteche (sì, quegli strani posti con tanti libri sugli scaffali, con strane persone che a quanto pare di professione si occupano proprio di quei libri... strano, vero?).
juan carlos
*Ma la scuola 2.0 è buona scuola?* 08.04.15 Daniele Checchi e Enrico Rettore
Le attrezzature informatiche migliorano gli apprendimenti degli alunni? Prima di investire nuove risorse pubbliche nell'acquisto di tablet o lavagne multimediali servirebbero risposte basate su dati e rigorosa valutazione di efficacia degli esperimenti pilota. L'esperienza del progetto Cl@ssi 2.0.
INFRASTRUTTURE SCOLASTICHE: LA SITUAZIONE
La dotazione infrastrutturale della scuola italiana è carente. Ne è un preoccupante indicatore la manutenzione degli edifici scolastici. Se prendiamo per esempio l'ultima indagine svolta da Legambiente, il 32,5 per cento delle scuole necessita di interventi urgenti e solo il 30,9per cento è dotato di certificati essenziali come quello della prevenzione incendi. La situazione appare particolarmente degradata nelle aree meridionali del paese, anche a causa del prosciugarsi delle risorse a disposizione degli enti locali, che dovrebbero assicurare la fruibilità degli edifici scolatici. Le circostanze non appaiono migliori dal punto di vista della dotazione di attrezzature. Se utilizziamo la banca dati de La scuola in chiaro osserviamo che meno della metà delle classi italiane dispone di una connessione a internet, e poco più di un quarto possiede una lavagna interattiva multimediale (Lim).
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