Caro Juan Carlos,
grazie per la precisazione. In realtà mi era chiaro che tu ti
fossi riferito al messaggio originario, come avevi peraltro scritto
espressamente. Tenevo solo a sottolineare, in cordiale dissenso con Anna
Masera, che invece lo sviluppo successivo mi sembrava rilevante.
Per il resto, naturalmente, mi rimetto.
A presto,
Nicola
Da: J.C. DE MARTIN [mailto:demartin@polito.it]
Inviato: venerdì 1 aprile 2011 17.26
A: Nicola Bottero; nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: Rif: Re: Rif: Re: Contributi pubblici ai
giornali: la sentenza Agcom contro LIbero e Il Riformista
Caro Nicola,
grazie per il tuo messaggio, che mi fa capire che e' rimasto
ancora qualche dubbio.
Come scrivevo nel messaggio precedente,
quello che era fuori tema era il messaggio originario
di Arturo (riportato in calce per comodita' di lettura),
che non parla ne' di Internet ne' tantomeno di copyright.
Parla di finanziamenti pubblici all'editoria e
per di piu' lo fa con una coloritura politica smaccata,
su una lista dove finora siamo sempre riusciti a
restar fuori dalla politique politicienne.
Se Arturo avesse invece evidenziato l'ipocrisia degli editori
- di destra e di sinistra, perche' a questo proposito quasi nessuno
e' immune - vis a vis le loro posizioni relativamente a Internet,
il messaggio sarebbe stato ovviamente
nel pieno dell'alveo di questa lista.
Quanto al thread in generale, lo trovo fisiologico.
In qualunque mailing list, infatti, capitano dei momenti
che aiutano a definire meglio il perimetro della lista stessa.
Sono, quindi, momenti che e' opportuno che avvengano in pubblico,
tanto piu' che il dialogo con Arturo e' stato finora informato
e civile.
Grazie ancora,
un caro saluto,
juan carlos
On 01/04/11 16:02, Nicola Bottero wrote:
Cari
amici,
intervengo
di rado in lista, per non dire mai, ma non per questo non leggo con passione i
messaggi che vi vengono “postati”.
Sull’argomento
del giorno, il thread di Arturo Dicorinto, vorrei esprimere il mio parere
– per quel che vale – a favore della sua rilevanza (almeno nella sua ultima
formulazione); e ciò a prescindere dall’opinione che se ne possa avere nel
merito.
Peraltro,
convengo con JC sul fatto che dapprincipio poteva risultare arduo stabilire un
nesso con Nexa, se mi perdonate il bisticcio.
Ciò
posto, avanzerei però una mozione d’ordine, se mi è permesso (e questa è la
ragione, non so quanto fondata, che mi porta a scrivere a tutti e non in
privato). Proporrei insomma, raccogliendo l’invito di Anna Masera sulla
riduzione dello spam, di condurre tutte le “diatribe” sul metodo in privato,
lasciando assolutamente pubbliche quelle sul merito.
Mi
rendo conto che, inviando questo messaggio a tutti, sono il primo a violare il
precetto che vorrei invece applicato, ma visti i toni che stava assumendo la
vicenda, ho ritenuto, a torto o a ragione, di doverlo fare.
Un
caro saluto
Nicola
-------- Original Message --------
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Subject: |
[nexa] Contributi pubblici ai giornali: la sentenza Agcom contro
LIbero e Il Riformista |
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Date: |
Thu, 31 Mar 2011 10:27:49 +0200 |
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From: |
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To: |
Feltri, Belpietro,
Cappellini NON erano legittimati a ricevere finanziamenti pubblici...
in molti di noi lo sospettavano, l'Agcom lo conferma. Chissà perchè non mi
dispiace per niente....
ciao...
"La sentenza Agcom del 9 febbraio scorso lasciava ben pochi dubbi, e ieri
al dipartimento per l'Editoria di palazzo Chigi non hanno potuto far altro che
prenderne atto. Antonio Angelucci e il gruppo Tosinvest dovranno rinunciare a
tutti i contributi pubblici per l'editoria incassati o richiesti negli ultimi
cinque anni. Una cifra che in totale supera i 40 milioni di euro, di cui circa
la metà già incassati nel 2006 e nel 2007.
L'Authority presieduta da Corrado Calabrò ha accertato al di là di ogni
ragionevole dubbio che gli imprenditori romani sono di fatto gli editori sia di
Libero (direttori Feltri e Belpietro) che del Riformista. La commissione
tecnica che si è riunita ieri a palazzo Chigi ha perciò deciso che i due
quotidiani perdono il diritto ai contributi dal 2008 al 2010 e dovranno
restituire i contributi incassati nel 2006 e nel 2007. La legge 416/81,
infatti, consente il sostegno pubblico solo a una testata per ciascun editore.
La destra non è nuova a «furbate» di questo tipo"
Continua qui: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20110330/pagina/08/pezzo/300254
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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore